Oltre un milione: tanti, secondo gli organizzatori, i partecipanti alla manifestazione “Se non ora, quando?” che si è svolta ieri. Soprattutto donne, ma anche uomini, “per chiedere più rispetto per la libertà e i diritti delle donne” precisano. La piazza più affollata è stata quella romana con oltre 500mila presenze, ma eventi più o meno grandi si sono registrati in tutta Italia e non solo, per esempio anche a Tokyo, Bruxelles, Londra e Ginevra.
Nella Capitale, a piazza del Popolo, sono intervenute fra le altre la presidente della commissione Giustizia della Camera e deputata di Fli, Giulia Bongiorno, e la docente dell’Orientale di Napoli Francesca Izzo, tra le ideatrici della manifestazione. A Milano l’appuntamento era invece a Piazza Castello che si è riempita di 100 mila persone.
Avvistati anche il leader di Sel, Nichi Vendola, e quello dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Stesso numero di partecipanti, sempre stando agli organizzatori, nella torinese Piazza San Carlo.
Molte le reazioni politiche a “Se non ora quando?” con il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini che ha parlato di “solo poche radical chic che manifestano per fini politici e per strumentalizzare le donne”. A lei ha risposto la senatrice Pd Anna Finocchiaro, presente a Roma insieme al segretario e al presidente dei democrat Pierluigi Bersani e Rosy Bindi: “Dovrebbe venire di persona a vedere, è una vera manifestazione di popolo. Insieme alla dignità delle donne, Berlusconi offende la dignità dell’Italia”.
E, scesa dal palco di Piazza del Popolo, si è fatta sentire anche la leader Cgil Susanna Camusso: “Credo che la Gelmini abbia perso un’altra occasione di stare zitta”. Secondo la responsabile delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, le partecipanti all’evento “hanno avuto il merito di sollevare un dibattito tra le donne molto vivo e partecipato” ma “dispiace che l’occasione sia stata sprecata trasformando questa iniziativa nell’ennesimo corteo contro il governo democraticamente eletto dagli italiani e dalle italiane, strumentalizzando per fini politici le decine di migliaia di donne scese in piazza in buona fede”.
E se Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, ha affermato che “a scendere in piazza è lo schieramento anti berlusconiano fondato sulla sinistra a testimonianza che è essa, insieme a un nucleo di magistrati politicizzati, ad aumentare sempre più la tensione ampliando i termini dello scontro politico”, per il sottosegretario all’Attuazione del programma Daniela Santanchè, tirata in ballo nei discorsi di alcuni partecipanti, si è trattato non di una “manifestazione delle donne ma di una parte di donne, che come unico obiettivo hanno quello di mandare a casa Silvio Berlusconi. Donne che, ancora nel terzo millennio, sanno solo essere strumento di uomini”. I più gettonati dal palco e tra gli astanti il premier Silvio Berlusconi e Giuliano Ferrara, che solo il giorno prima aveva riunito al teatro “Dal Verme” di Milano gli “anti puritani” contro il “golpe morale o moralistico” dei piemme milanesi.