23 giu. – di Biagio MarzoLa Campania nuovo laboratorio di politiche meridionalistiche?

Forse, si. Il neo governatore, Stefano Caldoro ha annunciato di Progetto sud come volano di sviluppo a livello nazionale se non europeo, senza entrare nel merito. Il governatore campano, nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, si è poi lasciato andare sulla distinzione di lana caprina tra “Enti virtuosi” e “comportamenti virtuosi”.

Lui non ha dubbi, privilegia quest’ultimi. La Campania nuovo laboratorio di politiche sindacali? Probabilmente, si. Dopo la vittoria del sì, tramite il referendum indetto dalle organizzazioni sindacali, esclusa la Fiom Cgil, per spianare la strada verso l’accordo tra i sindacati metalmeccanici e la Fiat, per salvare e rilanciare lo stabilimento di auto di Pomigliano d’Arco. Non è stato il referendum un plebiscito, ma un successo senza enfasi, sì. Il risultato del referendum è stato il seguente: i sì sono stati 2.888, pari al 62,2% i no 1.673, il 32%, le schede bianche 22 e quelle nulle 59. In gioco sono la sorte di 17 mila lavoratori tra diretti e indiretti. Nel solo stabilimento Fiat il livello occupazionale si aggira attorno ai 5.000 dipendenti, il resto sono quelli dell’indotto. A conti fatti, vale il 20% di Pil di tutta la regione.

 

 Per la Campania si presenta una nuova chance, sperando che Caldoro non faccia la fine di Bassolino, il quale pure lui parti' con il piede giusto, ma non arrivò mai al traguardo, preferendo la creazione di un potere personale diffuso di stampo leninista, anziché la realizzazione di quel Rinascimento napoletano tanto desiderato a parole quanto irrealizzato nei fatti.

 

Con Bassolino, la Campania ha perso una occasione irrepetibile, Caldoro non dovrà ripetere l’esperienza del suo predecessore, se non vuole consegnare totalmente la regione nelle mani della grande company camorristica. Peraltro, in una regione in cui il 50% dei giovani sono disoccupati e se un giorno decidessero di lavorare, troverebbero soltanto le porte aperte della company.

 

A nostro parere, il primo passo che il governatore dovrebbe muovere è quello di riportare lo Stato nel territorio, giocando molto sulla istituzione regionale. Far sentire che lo Stato è presente dove non c’è, sarebbe per lui un grande successo e darebbe fiducia alla gente che non può convivere con la criminalità, dato che la contiguità, alla lunga, fa brutti scherzi: confonde le acque e non si sa da quale parte stanno i buoni e i cattivi, le persone perbene e i camorristi.

 

Quanti personaggi al disopra di ogni sospetto sono legati a doppio filo alla criminalità? Prima ancora che Roberto Saviano scrivesse Gomorra, si sapeva che i cosiddetti “colletti bianchi” trafficavano con la camorra.

 

Questo problema non vale solo per la Campania, bensì anche per la Calabria. Per esempio. Per creare le condizioni di rilancio della questione meridionale, – compresa la questione campana si intende -, bisogna che lo Stato ritorni a pieno titolo, svolgendo il suo ruolo sacrosanto.

 

Nel Progetto Sud, questo impegno c’è? Se non c’è, dovrebbe essere inserito, per far sì che sia credibile agli occhi dell’opinione pubblica. Di libri dei sogni, i meridionali non ne hanno proprio bisogno, d’altro canto, in Centocinquanta anni di storia ne hanno letti ad abundantiam,ne hanno sentite di tutti i colori e ne hanno fatte di cotte e di crude. Sull’asse Napoli – Bari dovrebbe partire il New deal meridionalistico. La coppia Caldoro e Vendola hanno trovato una intesa ed è pronta per la gestione dei Fondi strutturali per le regioni meridionali, per che cosa non si sa.

 

Altro non sono i Fondi di cui parla Caldoro che i Fas: Fondi per le aree sottoutilizzate, attualmente di competenza del ministro Fitto, leader del Pdl pugliese. Questo rapporto, sbocciato all’improvviso, tra i due governatori bisogna capire come viene visto dall’elettorato pugliese del Popolo delle libertà, avendo Vendola stravinto sul candidato del centrodestra, Palese. Tuttavia, prima dovrebbe almeno spiegare che indirizzo dovrebbero prendere, visto che la più grande disgrazia del Sud è di essere un pozzo senza fondo in cui spariscono finanziamenti a go go, senza creare nulla di nulla. Ragion per cui, occorrono all’uopo “Enti virtuosi” aventi, a maggior ragione, comportamenti “virtuosi”.