Le autorità iraniane hanno sospeso la sentenza di lapidazione per Sakineh, la donna condannata per adulterio e per presunta complicita' con l'omicidio del marito. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Teheran: "Il verdetto riguardo la vicenda di tradimento extraconiugale è stata bloccata ed è stata sottoposta a revisione" ha detto il ministro Ramin Mehmanparast in un'intervista a una Tv locale.
Molte le iniziative di solidarietà e le manifestazione a sostegno della donna. Nel paramento europeo molti parlamentari sono arrivati erano con magliette su cui era stampata l'immagine di Sakineh.
Il Parlamento europeo ha approvato all'unanimità una risoluzione che chiede la revisione della condanna a morte per Sakineh. Gli eurodeputati chiedono alle autorita' di Teheran di garantire alla donna un processo giusto. Molti parlamentari sono arrivati in aula indossando magliette con l'immagine della donna.
Nel testo esprimono "costernazione" perchè l'Iran continua a essere uno dei pochi Paesi al mondo che mantiene la lapidazione e invita il Parlamento di Therean a vietare la pratica.
L'europarlamento si è inoltre pronunciato sulla vicenda di Ebrahim Hamidi, un minore condannato a morte per "sodomia", chiedendo alle autorità di Theran di porre fine alle esecuzioni di minori e di non perseguire relioni sessuali tra adulti.
Le autorità iraniano hanno sospeso la condanna a morte per lapidazione inflitta a Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana accusata di adulterio e complicità in omicidio. L’annuncio è del portavoce del ministero degli Esteri di Teheran e arriva dopo giorni di mobilitazioni e crescente apprensione per le sorti della donna, 43 anni e madre di due figli.
“Il verdetto che riguarda le questioni extraconiugali è stato sospeso e verrà rivistoâ€, ha riferito Ramin Mehmanparast, in un’intervista all’emittente iraniana in lingua inglese Press Tv.
L’incriminazione per omicidio però resta e qualche media iraniano suggerisce che la condanna potrebbe essere eseguita non più per lapidazione, ma per impiccagione. “Riteniamo si tratti di un caso normale – ha osservato Mehmanparast, con riferimento alla mobilitazione internazionale per salvare Sakineh -. Questo dossier assomiglia a molti altri che esistono nel mondoâ€.
Secondo l’accusa, la donna sarebbe coinvolta nell’omicidio del marito, seguito ad una relazione extraconiugale con il cugino del consorte. I legali che la difendono hanno denunciato in più occasioni il ricorso alla tortura per estorcere una confessione.Â
"E' il risultato -affermano il ministro degtli Esteri, Franco Frattini, e quello delle Pari Opportunita', Mara Carfagna – di una mobilitazione internazionale di governi e opinioni pubbliche e un importante segnale di ragionevolezza da parte delle autorita' iraniane. Ne esce incoraggiata la volonta' di mantenere su molti temi, anche sensibili, canali di dialogo e di rispetto reciproco. La tutela e la promozione dei diritti umani non deve conoscere soste. Ringraziamo il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e le tante istituzioni, le amministrazioni pubbliche, le forze politiche e le associazioni che hanno sostenuto la campagna del Ministero degli Esteri e del Ministero per le Pari Opportunita' "Per la vita di Sakineh".Â
Nel corso dell’intervista, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha poi accusato gli Stati Uniti di aver volutamente attirato l’attenzione della comunità internazionale sul caso di Sakineh per danneggiare l’immagine del regime.
“Riteniamo che stiano facendo un gioco politicoâ€, ha osservato Mehmanparast.
“Riteniamo che stiano facendo un gioco politicoâ€, ha osservato Mehmanparast.















