"Questa non e' una riforma, come sostiene l'opposizione e anche una parte dell'accademia, contraria agli studenti. Non deve preoccupare il fatto che per la prima volta i rettori non saranno piu' a vita ma avranno un unico mandato, di 6 anni, e dopo ci sara' un'alternanza ai vertici dell'universita', come e' giusto che sia. Ed e' nei vostri interessi". E' quanto ha affermato la Gelmini su Youtube rivolgendosi direttamente agli studenti. "Quante volte sentiamo dire di vincitori di concorsi perche' raccomandati, parenti o amici di – ha proseguito il ministro dell'Istruzione – Tutto questo deve finire. L'universita' deve premiare i migliori, riconoscere il merito e la qualita' di ricerca e risultati. E tutto questo passa dall'introduzione di un sistema di valutazione terzo e oggettivo che ci consenta di non distribuire piu' finanziamenti a pioggia ma orientare le scelte economiche nella maniera piu' virtuosa possibile. Solo cosi' si liberano risorse da utilizzare per prestiti d'onore, borse di studio, residenze universitarie, per aiutare voi nel percorso di studio. E non per mantenere cattedre, corsi di studio e sedi distaccate, tutte cose che oggi non servono e che il paese nel mezzo di una crisi economica non si puo' piu' permettere".

"Non e' vero – ha aggiunto la Gelmini -e mi addolora che si dica che il governo rubi il futuro ai giovani: queste affermazioni mi indignano e provengono da coloro che hanno interesse a mantenere lo status quo, che hanno rendite di posizione che vengono minacciate da una riforma. Non fatevi prendere in giro da queste persone. Leggete in maniera seria e senza pregiudizio quel provvedimento: non e' la panacea di tutti i mali", ha insistito, "ma certo intraprende una direzione giusta". Per il ministro, "doverosa" anche la separazione tra Cda e Senato accademico e "la presenza di membri esterni nel Cda non significa la privatizzazione dell'universita': questo governo non ha nessuna intenzione di privatizzare l'universita' che pero' non deve essere autoreferenziale".

Il ministro invita quindi gli studenti a non usare "le categorie del '900 e il pregiudizio ideologico. Questo e' il momento delle scelte concrete, del non rinviare la soluzione dei problemi. La crisi economica ci impone un'accelerazione, serve il coraggio di cambiare, di individuare soluzioni anche difficili". E ha concluso: "Noi crediamo a questo progetto e pensiamo di fare l'interesse di studenti e delle famiglie. Aiutateci, fateci pevenire consigli e e proposte, apriamo un dialogo costruttivo, a tutto campo. Evitiamo contrapposizioni che non hanno ragion d'essere. E' un progetto ambizioso e sono sicura che si tratta di un provvedimento giusto che a medio termine dara' buoni risultati per voi e per innalzare la qualita' delle universita'".