26 Giu. – La Cgil esulta. Lo Sciopero Generale ha portato oltre 1 milione di lavoratori in piazza. Si sono fermati per almeno 4 ore i lavoratori dei settori privati, mentre i metalmeccanici della Fiom Cgil hanno scioperato per 8 ore e per l’intera giornata i lavoratori pubblici, con manifestazioni che si sono svolte nella stessa giornata a livello regionale o territoriale.
Sulla decisione di scioperare contro la manovra il ministro Sacconi ha affermato: "e' un'arma spuntata, e' come scioperare contro la pioggia". Il ministro del lavoro non da' alcuna rilevanza alla manifestazione. "Credo che valga per questo sciopero quello che, in generale, si puo' dire di questi tempi di un'arma come lo sciopero. Questo e' il tempio della cooperazione tra le parti sociali e tra queste e il governo. Interrompere la produzione dei servizi – ha aggiunto – non aiuta nessuno".
 
A Cagliari oltre 2.000 persone sono partite in corteo questa mattina, per la giornata di sciopero indetto a livello nazionale dalla Cgil per protestare contro la manovra del governo. A fine mattinata il comizio di Vincenzo Scudiere, della segreteria nazionale del sindacato. In testa al corteo, oltre ai vertici sardi della Cgil, soprattutto pensionati e i lavoratori della conoscenza, rappresentanti del mondo della scuola che, secondo la denuncia dell'organizzazione sindacale, sara' uno dei settori maggiormente colpiti in Sardegna dai tagli del governo. Il sindacato quindi incrocia le braccia contro una manovra economica piu' volte definita "sbagliata e iniqua" e che scarica sulle spalle dei "soliti noti" il peso della correzione dei bilancio.
Circa 50.000 partecipanti e un'adesione media tra il 50 e il 60%. Questi, secondo gli organizzatori, i numeri della manifestazione e dello sciopero indetti dalla Cgil per protestare contro la manovra del governo. La manifestazione in piazza Duomo a Milano coinvolge tutte le province lombarde con punte di adesione all'astensione del lavoro del 90% (Galbani) e del 70% (Perfetti e Citterio). Importante anche l'adesione del pubblico impiego, vicina al 70%. Il segretario della Camera del lavoro di Milano, Onorio Rosati, ha commentato: "C'e' una partecipazione straordinaria, al di la' di ogni piu' rosea aspettativa. E' la dimostrazione che i problemi ci sono. In Europa gli altri governi stanno facendo cose serie, da noi solo demagogia". 

"La Cgil punta il dito contro un provvedimento definito sì necessario ma che non contempla strumenti di sostegno all`occupazione, alla crescita e allo sviluppo. Una manovra iniqua perche' divide il paese scaricando i costi sui lavoratori dipendenti, pubblici e privati, sulle Regioni, sugli Enti locali e sui cittadini più esposti".
Risulta inoltre iniqua al Nord come al Sud dell'Italia, tanto verso i giovani quanto verso i pensionati, sottraendo risorse alla parte più debole del paese e gravando soprattutto sui lavoratori". La Cgil «attacca dunque la manovra del governo e ribadisce la necessità di una vera politica industriale, ponendo come priorità la difesa dell`occupazione, la crescita e lo sviluppo, proponendo un "Piano straordinario del Lavorò fondato su una politica industriale, su investimenti pubblici e sull'ingresso delle nuove generazioni nei settori strategici dell'economia pubblica, dell'istruzione e della ricerca. Esattamente il contrario di ciò che sta facendo il Governo".
"Siamo ovunque si protesti contro una manovra sbagliata e ingiusta, l'abbiamo fatto con gli enti locali, con i poliziotti e con i lavoratori della scuola: notiamo che si allarga la percezione che così non va". È quanto ha affermato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in piazza del Duomo a Milano dove è in corso la manifestazione per lo sciopero generale indetto dalla Cgil. "Abbiamo fatto proposte concrete e voglio fare un esempio, il primo ministro inglese James Cameron a capo di un governo conservatore nella patria della finanza ha proposto di alzare l'aliquota sulla rendita finanziaria dal 18 al 25%, noi l'abbiamo al 12%: partiamo da lì e poi vediamo", ha continuato Bersani, concludendo "c'è un mese ancora davanti contiamo che qualcosa si possa cambiare".Â