28 giu. – Il neoministro Aldo Brancher ha deciso davvero di sfidare il comune senso del pudore. Prima ha fatto sapere attraverso i suoi legali che rinuncia al legittimo impedimento e si presenterà all'udienza del 5 luglio.
Poi si è lasciato andare a tutta una sequenza di dichiarazioni per tutta la giornata. "C'è troppa cattiveria verso di me. Sono davvero stupito!". Non pago ne ha tirata fuori un'altra al TG3 "E' indecente quel che mi è accaduto. Hanno perso il Mondiale e se la prendono con me!"
Cosa rispondere a tanto sprezzo del ridocolo?
Forse la setssa indifferenza riservata ai giocatori reduci dalla vergognosa prova mondiale.
Insomma, non si smorza la bufera sulla nomina di Aldo Brancher a ministro del Decentramento e della Sussidiarieta' a pochi giorni dall'udienza del processo che lo vede imputato a Milano nella vicenda della tentata scalata di Bpi ad Antonveneta. Dopo una giornata di polemiche arriva con una nota ufficiale l'altola' del Quirinale all'utilizzo da parte del neo-ministro del legittimo impedimento nel procedimento in corso.
Brancher aveva spiegato ai cronisti di dover utilizzare la legge per poter organizzare il suo nuovo ministero. Il Colle puntualizza che ''non c'e' nessun nuovo ministero da organizzare in quanto l'onorevole Brancher e' stato nominato semplicemente ministro senza portafoglio''.
E mentre il leader della Lega, Umberto bossi, prende le distanze da lui definendo la scelta di avvalersi del legittimo impedimento ''una mossa poco furba'' e che l'intera vicenda ''dovra' essere valutata'' al rientro di Berlusconi dal Canada, Napolitano decide di intervenire. Come si spiega in ambienti parlamentari, il Capo dello Stato avrebbe deciso di precisare la situazione dopo aver appreso dai giornali, non senza irritazione, alcune ricostruzioni che ventilavano una sorta di copertura del Colle nei confronti dell'operazione che ha portato poi Brancher a diventare ministro con determinate deleghe. Mentre il Capo dello Stato, si sottolinea nei medesimi ambienti, non ha fatto altro che compiere un atto motivato istituzionalmente. Atto che viene riaffermato nella nota diffusa questa sera nella quale si chiarisce che non era stato dato il via libera a nessun nuovo ministero ma solo alla nomina di un ministro senza portafoglio.
Il neoministro, pronto ad anticipare a luglio il suo interogatorio e parla di equivoco e che non intende assolutamente fuggire dal processo. Ne' di dimettersi: ''' Non mi dimetto, domani saro' in ufficio tutto il giorno a lavorare. Sono preso da un milione di cose ma intanto voglio capire perche' sono state date queste interpretazioni su un documento che nessuno conosce ma che e' stato tradotto da qualcuno in una richiesta di rinvio dell'udienza perche' impegnato a organizzare l'ufficio del nuovo ministero. Ma non e' cosi'' e comunque ''sono disponibile ad andare all'udienza per il processo anche a luglio''.
Ma l'opposizione per tutto il giorno e' andata all'attacco chiedendone le dimissioni. Mentre a scendere in campo a fianco di Brancher e' il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che sottolinea l'uso corretto della legge da parte del neoministro. Ma anche altri esponenti del Pdl che criticano apertamente Napolitano, Come Luigi Compagna e Osvaldo Napoli, parlando di iniziativa irrituale del Colle che non puo' decidere su questi temi.
Secondo il 'finiano' Italo Bocchino, invece, sarebbe un ''gesto distensivo'' da parte di Brancher scegliere di non avvalersene anche perche' ''il suo caso rischia di trasformarsi in un boomerang per Berlusconi''. Il tutto in una giornata che vede la Lega alle prese con l'appello al Tar del Pd sulle elezioni in Piemonte e la 'questione morale' posta dalla 'base' padana in rivolta per la tempistica della nomina di Brancher a pochi giorni dal processo e il silenzio dei dirigenti del Carroccio in proposito.
Il centrosinistra, intanto e' sulle barricate sulla richiesta di utilizzo del legittimo impedimento che, sottolinea il Pd con Donatella Ferranti, dovrebbe tra l'altro aver avuto ''il vaglio della presidenza del Consiglio''. ''Il Partito Democratico – dice senza mezzi termini il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini – chiede con forza le dimissioni del ministro Brancher e adottera' tutte le iniziative parlamentari conseguenti d'intesa con gli altri gruppi di opposizione ivi compresa una mozione di sfiducia comune''. L'Idv ha gia' predisposto un documento in questo senso e chiede anche alla Lega di firmarlo. 
BOSSI, ERRORE DARGLI FEDERALISMO CHE TOCCAVA A LEGA  – Tutte le polemiche seguite alla nomina di Aldo Brancher a ministro per l'attuazione del federalismo si sarebbero potute evitare. "L'errore – ha spiegato Bossi parlando alla festa della Lega di Paderno Dugnano – e' stato dare il federalismo a Brancher, che toccava alla Lega. A lui si poteva dare il decentramento, si poteva occupare dei ministeri".
L'INTERVISTA A REPUBBLICA - Altro che dimissioni come chiede l'opposizione, il neo ministro Aldo Brancher protesta e secondo "La Repubblica" rilancia, "Qui c'è qualcuno che sta manovrando il Quirinale contro di me". Ieri pomeriggio ha scatenato un terremoto la secca nota del Colle secondo cui Brancher non può appellarsi al legittimo impedimento per evitare l'udienza del processo Antonveneta, perché nel suo ministero senza portafoglio non c'è niente da organizzare. Il processo riprende oggi; Brancher in uno stralcio della vicenda Antonveneta è imputato di concorso in appropriazione indebita e ricettazione per denaro ricevuto da Gianpaolo Fiorani, un tempo a capo della Banca Popolare di Lodi. A caldo, dopo la notizia, scrive Alberto D'Argenio su Repubblica, il ministro "non esclude nulla".
Bisogna "capire chi c'è dietro a questa storia, chi sta manovrando questa roba" perché "è singolare che venga fuori una presa di posizione che non tiene in conto le reali motivazioni presentate ai giudici". Più tardi aggiunge, "Sto preparando una lettera di precisazioni da mandare al Quirinale" perché "quando dico che devo organizzare il ministero non intendo solo l'organizzazione materiale, ma anche tutto il lavoro che devo fare". I suoi legali, Filippo Dinacci e Piermaria Corso, hanno indicato che la scelta di ricorrere al legittimo impedimento oggi sarà presentata in aula. Il ministro da parte sua ieri ha dichiarato di aver autorizzato i suoi avvocati a proporre di anticipare l'udienza da ottobre a fine luglio: "non mi voglio sottrarre alla giustizia". Anzi aggiunge, "io oltretutto avevo chiesto di spostare l'udienza al 17 ottobre, Se si considerano le vacazbne sono solo tre mesi e non sei come avrei potuto fare". Quanto alla richiesta di dimissioni giunta dall'opposizione: "Scherziamo? Non ce n'è nessun motivo. Prima di diventare ministro" aggiunge "ho ottenuto due volte di spostare l'avvio delle udienze e nessuno ha avuto nulla da dire". Qualcosa da dire al Quirinale però il ministro la ha: "E' una cosa fuori dal mondo, come si può fare un comunicato così? Come si può scrivere che "si apprende dalla stampa" la mia richiesta? Alla procura di Milano abbiamo presentato un documento nel quale elenco un milione di cose da fare… Questa è cattiveria organizzata".