17 giu. – Umberto Bossi apre all'ipotesi di eventuali modifiche al ddl: "Eventuali emendamenti al ddl sulle intercettazioni non verranno cestinati ma discussi", dice il leader del Carroccio. Prendendosi un bel ''bravo'' dal finiano Italo Bocchino. Ma opposizione e Anm sono sul piede di guerra. Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, "Berlusconi ha contabilizzato le intercettazioni fino a dare l'idea che saremmo in uno stato di polizia. Un terrorismo 'ad personam' inaccettabile".
La possibilita' che i tempi di approvazione del ddl intercettazioni siano posticipati emerge dalle parole di La Russa la termine del vertice del Pdl: "Metteremo a punto un calendario che coinvolge tre temi per noi tutti ugualmente importanti: le intercettazioni, la manovra, e la riforma dell'universita'. Abbiamo detto che non ci sono pregiudiziali, per cui un argomento deve andare per forza prima dell'altro. Tutti e tre sono ugualmente importanti", scandisce La Russa che ai cronisti che chiedono se si riuscira' ad approvare il ddl entro la pausa estiva, replica: "Allora non avete capito, la risposta e' semplice, questi tre temi sono tutti ugualmente importanti per noi, non c'e' nessuna pregiudizale".
Mentre il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, si scontra con il segretario dell'Anm, Luca Palamara, secondo cui le affermazioni di Berlusconi sul fatto che in Italia tutti sono spiati sono solo una "vulgata". Il premier ha parlato di sette milioni e mezzo di persone intercettate e l'Anm dibatte che, in base ai dati comunicati dalle Procure fino al 1 marzo 2010, "emerge che nell'anno appena trascorso il totale dei bersagli intercettati e' stato di 132.384 per costi sostenuti pari a 272.665.169 euro". Piuttosto, attacca Palamara, quello che va ribadito e' il ''giudizio negativo'' sul testo delle intercettazioni che ''limita la liberta' di stampa e mette in ginocchio il sistema giustizia".
Ribatte Capezzone: "Proprio le cifre diffuse da Palamara mostrano che Silvio Berlusconi aveva ed ha ragione. Provate a moltiplicare i 130mila e passa telefoni sotto controllo per una cinquantina di telefonate a testa, e viene fuori, grosso modo, la cifra fornita oggi dal premier. Dall'Anm viene dunque un autogol e un'ammissione".
Anche Sandro Bondi evidenzia l'importanza di mettere un freno a questo sistema: "La pubblicazione anche oggi a puntate di stralci di intercettazioni telefoniche riguardanti procedimenti giudiziari in corso da parte di alcuni quotidiani di proprieta' dei maggiori gruppi industriali e finanziari italiani e' una pratica da paese incivile".
Il Pd promette battaglia in aula sulle intercettazioni, a maggior ragione se non vi sara' lo slittamento a settembre del provvedimento. "La nostra opposizione gia' molto netta e forte sarebbe doppia o tripla se non ci dessero nemmeno i tempi per discutere", mette in chiaro il segretario Bersani. Dura la posizione di Idv che partecipera' "alla mobilitazione promossa dalla Fnsi, da Art. 21 e dal popolo viola il prossimo 1 luglio a Roma contro il vergognoso ddl sulle intercettazioni e in difesa della democrazia", garantisce Antonio Di Pietro.
Il Pd promette battaglia in aula sulle intercettazioni, a maggior ragione se non vi sara' lo slittamento a settembre del provvedimento. "La nostra opposizione gia' molto netta e forte sarebbe doppia o tripla se non ci dessero nemmeno i tempi per discutere", mette in chiaro il segretario Bersani. Dura la posizione di Idv che partecipera' "alla mobilitazione promossa dalla Fnsi, da Art. 21 e dal popolo viola il prossimo 1 luglio a Roma contro il vergognoso ddl sulle intercettazioni e in difesa della democrazia", garantisce Antonio Di Pietro.
Per il leader dell'Idv "il ddl sulle intercettazioni, nonostante tanti mesi di discussione, non e' ancora stato emanato non per il motivo che adduce Berlusconi ma perche' si tratta di un provvedimento immondo, che la sua stessa maggioranza si vergogna ad approvare". Quanto a Berlusconi che sostiene" che tutti gli italiani sono spiati. E' falso. In realta' lui non e' mai stato intercettato. Anzi, semmai, e' l'unico ad aver usufruito di intercettazioni illecite, disponendole e commissionandole in prima persona come e' ormai noto a tutti", attacca Di Pietro. Mentre Pier Ferdinando Casini plaude all'apertura di Bossi a possibile modifiche del testo: "Da Bossi sono arrivate parole di ragionevolezza. Mi auguro che si cambi il testo senza disfide tra maggioranza e opposizione ma con un accordo, perche' il testo va e deve essere migliorato". (Adnkronos).















