18 giu. – L'ex capo della Polizia e attuale
capo del Dis Gianni De Gennaro e' stato condannato in appello a
1 anni e 4 mesi di reclusione per induzione alla falsa
testimonianza nei confronti dell'ex questore di Genova
Francesco Colucci, convincendolo ad
"aggiustare" la sua testimonianza durante il processo per
il sanguinario blitz nella scuola Diaz, ultimo capitolo del G8 del
2001.
Ribaltata quindi la sentenza di assoluzione
in primo grado sia a carico di De Gennaro che di Spartaco
Mortola
, ex capo della Digos di Genova e attuale vice questore
vicario di Torino. Mortola e' stato condannato a 1 anno e 2
mesi. I due imputati dovranno inoltre risarcire le tre parti
civili costituite nel processo. A entrambi sono stati concessi
i benefici di legge.
Per l'assalto ai 93 no-global della scuola, massacrati di
botte ed arrestati illegalmente, Mortola è già stato condannato in
appello a 3 anni e 6 mesi di reclusione. In questo secondo processo
invece De Gennaro non è mai stato nemmeno indagato. "Siamo sconcertati,
esterrefatti. Andremo in Cassazione", è stato il primo commento di
Piergiovanni Lunca, avvocato di uno degli imputati.

La reazione del governo alla condanna di 1 anno e 4 mesi di reclusione inflitta dalla corte d'appello del tribunale di Genova, secondo cui De Gennaro e' colpevole di istigazione a falsa testimonianz, e' di solidarieta' totale.

 

MARONI - "Ha la mia piena e totale fiducia: fino alla sentenza definitiva non cambia nulla, attendiamo fiduciosi nell'esito del ricorso in Cassazione. Per De Gennaro, come per tutti, vale la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva" dice il ministro dell'Interno, Roberto Maroni.

 

ALFANO - "La sua innocenza, fino a condanna definitiva è sancita dalla Costituzione" aggiunge il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

 

LA TELEFONATA DI LETTA DISSUADE DE GENNARO DALLE DIMISSIONI

Subito dopo la sentenza il prefetto sbotta: "Io, adesso, saluto tutti e me ne vado". L'assoluto stupore per una sentenza che capovolge l'assoluzione di primo grado, la consapevolezza che il restare al proprio posto macchiato da una sentenza di condanna, sia pure non definitiva, possa essere criticata da molti sono i fattori che istintivamente portano De Gennaro all'intento di chiedere le dimissioni.

Ma una telefonata del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, che nel comunicargli la fiducia del governo, gia' manifestata pubblicamente dal ministro dell'InternoMaroni e da quello della Giustizia  Alfano, riportano la situazione alla serenita' e De Gennaro non si dimette.

In ogni caso la decisione sara' presa nelle prossime ore: "Due anni fa non ho cercato la nomina a direttore del Dis. Mi è stato chiesto e ho accettato per puro spirito di servizio. Il giorno in cui non dovessero esserci più le condizioni, non resterò un minuto di più", ha ripetuto spesso in attesa della sentenza d'appello Gianni De Gennaro.

E se il governo, a cominciare dal presidente del Consiglio, non sembra neppure prendere in esame la possibilità di privarsi di De Gennaro,  il passaggio dovrà comunque avere un suo momento pubblico.