27 ago. – di Antonio CretiMattinata scintillante ad Omnibus. Sulla 7 si discute di politica, di Berlusconi, Bossi e Fini e di come gli italiani, seppur ancora sotto l'ombrellone, percepiscono una fase politica cosi' convulsa e, spesso, in alcuni casi al calor bianco.

Al centro del dibattito il sondaggio condotto da Full Research in collaborazione con Crespiricreche, per altro anticipato dal Tg della 7 nell'edizione serale di ieri, sulle "intenzioni di voto degli italiani" con in studio Luigi Crespi al centro di un dibattito  visssuto per tutta la puntata sull'eterno  duello  rusticano tra Alessandro Sallusti, vicedirettore del Giornale e Flavia Perina, direttore del Secolo d'Italia.

Al centro delle dure polemiche il ruolo di Gianfranco Fini (che per Sallusti si deve dimettere da presidente della Camera, oltre che spiegare dell'appartamento a Montecarlo, della cucina, della Tulliani, compagna indifesa e mandata al rogo) e con la Perina, che con calma cercava di spiegare come questa fase aggressiva invece era già fuori dal dibattito politico, con Berlusconi che non chiede piu' le dimissioni di Fini e si attrezza invece, come ricordava anche Salvatore Merlo, giornalista del Foglio, ad un "patto politico" o di andare alle urne probabilmente in Primavera.

E proprio sulla situazione politica era Luigi Crespi a darci due note di estreme interesse. La prima sul dato del sondaggio che vede il neonato Futuro e Liberta' (Fli), scendere di un -2,5%. Un risultato a prima vista pesante e che invece va letto come un livello minimo sotto il quale Fli non puo' scendere. Un risultato determinato dall'attacco mediatico cui Fli in agosto e' stato sottoposto e che comunque lo segnala come il 4° partito italiano.

E se il dibattito di studio, ben orchestrato da Andrea Molino, si interrogava se a settembre Fini avrebbe annunciato ufficilamente la costituzione del nuovo partito, Crespi ricordava che Fli non va annunciato, perche' semplicemente gia' c'e'.

Fli infatti ha leader riconosciuti; una presenza parlamentare definita; una organizzazione territoriale capillare; una chiara rappresentazione mediatica (Secolo d'Italia, il sito dei Generazione Italia e di Fare Futuro, oltre a una serie di blog) e che quindi Fli viene riconosciuto gia' come aggregazione di partito ed inserita nei sondaggi.

Ed è questo che conta per la gente e  per la sostanza delle cose.

E se in studio, il duello tra Sallusti e Perina, man mano scemava (risultato di sostanziale parita', con menzione speciale per la calma olimpica esibita dalla Perina), era Crespi a darci un'altra importante informazione, dedotta dalla tattica assunta dal presidente della Camera. E' evidente infatti che Fini non potra' sottrarsi alle domande poste dalla stampa ma che lo fara' quando l'attenzione generale dei media avra' abbandonato il gossip sotto l'ombrellone e sara' tornata a far seriamente politica. E quindi a settembre. Una deduzione in stile sondaggio: guai infatti, ricordava Crespi, se Fini dovesse pensare di non rispondere: il danno sarebbe devastante e Fini ben lo sa!

Così l'ottimo Sallusti, cui un sorriso di tanto in tanto gioverebbe! travolto dalla solita vis pugnandi, andava all'assalto di Stefano Cappellini, sobrio giornalista del Riformista che ricordava a Sallusti come si era concluso lo scandalo Boffo (direttore di Avvenire, al centro di una campagna lo scorso anno per aver crriticato la condotta morale del Premier) costretto a dimettersi dopo gli strali estivi sempre del Giornale diretto da Vittorio Feltri.

Ovviamente la replica di Sallusti era su quanto il Riformsita si era affannato contro il ministro Bondi, in un duello che vivacizzava la seconda parte della puntata, anche qui risolto con estrema calma da Cappellini che gli ricordava che alla Feltri aveva  dovuto chiedere scusa a Bofffo, con articolo in prima pagina del Giornale.

Tutti d'accordo? Alla fine ci riusciva Crespi, che riuniva lo studio ricordando questa bruttissima  estate che finalmente volge al termine. Una estate in cui si sono dovuti leggere articoli disgustosi, in cui "stile, educazione e rispetto venivano costantemente calpestati". Ad esempio, una intervista a Vittorio Sgarbi, che metteva alla berlina la vita privata della Tulliani, senza che questa potesse minimamente difendersi, né replicare.

Studio finalemente d'accordo all'unisono. Anche Sallusti! Quell'intervista infatti non era stata raccolta dal Giornale!

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