08 lug. – L’ultima immagine televisiva e' dell’anno scorso: accompagna al pianoforte sul palco del Festival di Sanremo Arisa che vince tra le giovani proposte col brano “Sincerità â€. Addio a Lelio Luttazzi, il maestro dello swing, che in radio con la sua “Hit parade†aveva dato vita a frasi divenute un must nel mondo dello spettacolo come “La canzone regina†e l’annuncio con il titolo dilatato: “Hiiiiiit Parade!â€.
Il compositore di brani celebri come “Una zebra a pois†cantata da Mina si e' spento la scorsa notte ad 87 anni. Musicista, compositore, cantante, direttore d’orchestra, attore, presentatore televisivo e bravo intrattenitore e' stato protagonista della radio e della tv con programmi quali “Ieri e Oggiâ€, “Studio Uno†e “Il Paroliereâ€.
Anche il cinema lo ha visto protagonista: scrivendo colonne sonore come per “Totò, Peppino e la Malafemminaâ€, “Totò lascia o raddoppia?†e “Venezia, la luna e tuâ€; e recitando come nel 1965 nell'Ombrellone di Dino Risi.
Studente all’Università di Trieste in giurisprudenza durante la Seconda guerra mondiale, inizia a suonare il pianoforte a Radio Trieste e a comporre le sue prime canzoni. Nel 1943 l’incontro che gli cambia la vita: con alcuni suoi compagni di università si esibisce al teatro Politeama in uno spettacolo musicale, per aprire il concerto di Ernesto Bonino, cantante torinese molto noto all’epoca, che gli chiede di comporre una canzone per lui: lo fa e “Il giovanotto matto†diventa un grande successo.
Terminata la guerra, apprende dalla Siae di un guadagno di 350.000 lire di allora, e decide di fare il musicista. Nel 1948 si trasferisce a Milano e inizia a lavorare con il concittadino Teddy Reno presso la casa discografica Cgd e per lui nel 1948 scrive “Muleta miaâ€.
Nel 1950 a Torino assume l’incarico di direttore e dirige l’orchestra d’archi della Rai: da lì inizia la carriera come artista a tutto tondo. Negli anni ’54-‘56 lavora nel programma radiofonico a quiz “Il motivo in mascheraâ€, presentato da Mike Bongiorno.
Scrive canzoni dal carattere jazzistico e piene di swing interpretandole al pianoforte e cantandole in uno stile molto personale: tra le più note si ricordano canzoni “Senza ceriniâ€, “Legata ad uno scoglioâ€, “Timido twistâ€, “Chiedimi tuttoâ€, “El can de Trieste†e “Souvenir d’Italieâ€. Compone “Una zebra a pois†cantata da Mina, “Vecchia America†per il Quartetto Cetra, “Eccezionalmente, sì†per Jula De Palma, “You’ll say to-morrow†registrato in italiano da Sophia Loren.
Il debutto televisivo come direttore d’orchestra avviene nel programma “Musica in vacanza†del 1955, varietà settimanale insieme a Gorni Kramer, Isa Bellini, Alberto Bonucci, Paolo Ferrari e Adriana Serra.
Il debutto televisivo come direttore d’orchestra avviene nel programma “Musica in vacanza†del 1955, varietà settimanale insieme a Gorni Kramer, Isa Bellini, Alberto Bonucci, Paolo Ferrari e Adriana Serra.
Presenta trasmissioni che hanno fatto la storia della tv italiana come “Studio Uno†con Mina, “Doppia coppia†con Sylvie Vartan, “Teatro 10†e “Ieri e oggiâ€. Versatile si fa attore: al cinema in “L’avventura†di Michelangelo Antonioni e in “L’ombrellone†di Dino Risi; ed in tv in “Biblioteca†di “Studio Uno†con il Quartetto Cetra, dove recita la parte di messer Alvise Guaro nella puntata dedicata al Fornaretto di Venezia. Ma la trasmissione che gli dà più notorietà è la radiofonica “Hit paradeâ€, la vetrina settimanale dei dischi più venduti, condotta dal 1967 al 1976: all’ora di pranzo del venerdì (con replica il lunedì): il motto "Lelio Luttazzi presenta… Hit Parade!" è un appuntamento seguito da un altissimo numero di ascoltatori.
Nel giugno del 1970, proprio mentre è all’apice del successo, la vita di Luttazzi è stravolta: viene infatti arrestato con Walter Chiari e Franco Califano con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti. L’arresto era avvenuto in seguito all’intercettazione di una telefonata tra i due. Dopo ventisette giorni passati in carcere, venne liberato e completamente scagionato: su questa esperienza Luttazzi ha scritto un libro intitolato “Operazione Montecristoâ€. Nel periodo della sua detenzione, la conduzione di “Hit Parade†fu affidata all’ex-cantante Giancarlo Guardabassi, già presentatore della rubrica radiofonica “Dischi caldiâ€. Una volta riabilitato, tornò a presentare “Hit Parade†alla radio e riprese il programma televisivo “Ieri e oggiâ€. Negli anni successivi lavorò saltuariamente in televisione (nel 1982 nella trasmissione “Cipria†di Enzo Tortora; nel 1991 per Telemontecarlo a “Festa di compleannoâ€) prima di ritirarsi a vita privata, amareggiato dalla gogna mediatica cui era stato sottoposto.
Nel 2005 i media hanno ricominciato a rivolgergli attenzioni.
Nel giugno del 1970, proprio mentre è all’apice del successo, la vita di Luttazzi è stravolta: viene infatti arrestato con Walter Chiari e Franco Califano con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti. L’arresto era avvenuto in seguito all’intercettazione di una telefonata tra i due. Dopo ventisette giorni passati in carcere, venne liberato e completamente scagionato: su questa esperienza Luttazzi ha scritto un libro intitolato “Operazione Montecristoâ€. Nel periodo della sua detenzione, la conduzione di “Hit Parade†fu affidata all’ex-cantante Giancarlo Guardabassi, già presentatore della rubrica radiofonica “Dischi caldiâ€. Una volta riabilitato, tornò a presentare “Hit Parade†alla radio e riprese il programma televisivo “Ieri e oggiâ€. Negli anni successivi lavorò saltuariamente in televisione (nel 1982 nella trasmissione “Cipria†di Enzo Tortora; nel 1991 per Telemontecarlo a “Festa di compleannoâ€) prima di ritirarsi a vita privata, amareggiato dalla gogna mediatica cui era stato sottoposto.
Nel 2005 i media hanno ricominciato a rivolgergli attenzioni.
La Rai, per la serie di cd “Via Asiago 10†contenente registrazioni storiche della Radio degli anni ‘50, pubblica l’album “Lelio Luttazzi and Rai Orchestra 1954â€.
La sera dell’8 ottobre 2006 è stato ospite d’onore della show di Fiorello “Viva Radio2â€, che in quell’occasione andava in onda contemporaneamente sia alla radio che alla televisione. Da Fiorello era poi tornato nel 2008.Â
"Mi chiamava ‘giovanotto matto’ e ironizzavamo assieme sul suo considerarmi sempre un giovane. Per me e' stato un grande onore interpretare proprio questa canzone nel suo cdâ€. È questo il ricordo commesso e affettuoso di Rosario Fiorello su Lelio Luttazzi, per lui un artista completo “come forse non ce ne sono più: Lelio era un presentatore brillante, un raffinato musicista e un comico come pochi, un protagonista indiscusso della radio e della Tv. Il suo grido da Hit parade resterà nella storia, così come il suo grande stileâ€.Â
Fiorello dedicherà domani a Luttazzi il suo spettacolo dal palco di Cagliari.Â
All’artista il Casinò di Sanremo ha conferito il “Premio alla musica 2009â€, consistente in una Chiave di violino. A dicembre del 2006 e' uscito il cd “Per amoreâ€, pubblicato dalla Sony Bmg: un omaggio al maestro, in cui alcuni grandi artisti interpretano le sue canzoni: è presente nell’album anche lo stesso Luttazzi, in duetto con Mina in “Chi mai sei tu†e da solo nella celebre “El can de Triesteâ€. In piazza Unità a Trieste il 15 agosto dello scorso anno l’ultimo concerto. Sabato l’addio, con le esequie in forma strettamente privata. Lelio Luttazzi sarà cremato e presumibilmente le sue ceneri saranno sparse in mare.
LE TESTIMONIANZE DI AFFETTO E STIMA
“Mi auguro che in queste ore, oltre al ricordo per il talento e la creatività di Lelio Luttazzi, in tanti vogliano ricordare anche il caso di malagiustizia da cui fu colpito. Un'accusa ingiusta, una ingiusta detenzione, un clamoroso errore giudiziario (tra l'altro, partito da un'intercettazione), un'aggressione mediatica violenta e brutale, e un cittadino onesto si ritrovò nel tritacarne. Il garantismo, la presunzione di innocenza, il rispetto dell'immagine delle persone, sono cose sacre nelle democrazie liberali: e' bene ricordarlo sempre, a maggior ragione nell'Italia di oggi. - Dichiara Daniele Capezzone, portavoce del Pdl -. Nella vita di una persona, un episodio come quello che colpì Luttazzi, e' un trauma che produce danni incalcolabili. Una ragione di più per ricordare Luttazzi con gratitudine, ammirazione, tenerezzaâ€.
Le parole di Paola Pellegrini, responsabile Cultura del PdCI –
Federazione della sinistra: "Con Luttazzi muore una persona estremamente geniale e colta, d'altri tempi. Lo spettacolo e la musica italiana gli devono molto. La sua bravura, il suo talento e la sua 'leggerezza' e 'gentilezza' fanno parte della valigia culturale del nostro Paese. Con Luttazzi va via un modo intendere, di vivere e di fare spettacolo che, ora più che mai, servirebbe come il pane alla nostra cultura".
Federazione della sinistra: "Con Luttazzi muore una persona estremamente geniale e colta, d'altri tempi. Lo spettacolo e la musica italiana gli devono molto. La sua bravura, il suo talento e la sua 'leggerezza' e 'gentilezza' fanno parte della valigia culturale del nostro Paese. Con Luttazzi va via un modo intendere, di vivere e di fare spettacolo che, ora più che mai, servirebbe come il pane alla nostra cultura".














