10 lug. – Vasto blitz anticamorra della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli contro il clan dei Casalesi. All’alba gli agenti della Dia hanno sequestrato immobili per un valore di oltre 15 milioni di euro. Tra i beni espropriati anche il lago d’Averno, al confine tra le province di Napoli e Caserta, dal rilevante valore artistico, faunistico e arecologico. Il provvedimento giudiziario è stato emesso dai pm napoletani nei confronti di Gennaro Cardillo, in carcere dallo scorso 10 giugno, il quale avrebbe favorito la latitanza di Giuseppe Setola, super boss dei Casalesi, arrestato nel 2008. La Dia ha ricostruito i vari passaggi di proprietà delle strutture sequestrate partendo da un atto del 1991 con il quale il lago d’Averno era stato acquistato dalla società “Conutry Club”, guidata da Cardillo, per una somma di 1 miliardo e 200 milioni di lire. Proprio sulla compravendita dello storico specchio d’acqua, famoso tra l’altro per essere citato anche da Omero e Virgilio, è in atto una lunga battaglia giudiziaria, circa la destinazione pubblica o privata, tra Stato e Regione da una parte, e imprenditore dall’altra. Conflitto legale sul quale sono stati emessi negli anni scorsi due contrastanti provvedimenti giudiziari da parte del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione.