12 lug. – Ieri nell’ambito dell’Ischia Global Fest Film & Music si è svolto il Gran Galà supportato da Belstaff cui tantissimi registi e attori hanno preso parte: Lee Daniels, Heather Graham, Josh Hartnett, Channing Tatum, Jeremy Renner, Sofia Vergara, Margherita Buy, Ornella Muti, Massimo Ghini, Manuela Arcuri per citarne alcuni. Ma chi associa automaticamente simili manifestazioni cinematografiche e culturali alla vanità e al vuoto si sbaglia totalmente.
Stamattina, infatti, all’Albergo della Regina Isabella ha avuto luogo un interessante quanto commovente Social Forum cui hanno preso parte esimie personalità : ad aprirlo, infatti, è stata Geri Benoit, ambasciatrice di Haiti a Roma e dopo di lei hanno preso la parola Vincenzo Spadafora presidente dell’Unicef Italia e Matteo Perrone, dirigente dell’associazione che si è occupato in modo specifico dell’emergenza Haiti dopo il devastante terremoto.
Era presente pure Giancarlo Planta, regista del film-documentario “Angelus Hiroshimaeâ€, che vanta la partecipazione di Franco Nero e la colonna sonora con musiche originali di Ennio Morricone, patrocinato dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, che ha sostenuto finanziariamente sia il film che il ritorno sui luoghi del set dopo il sisma.
Sempre a cura dell’Unicef è stato proiettato “B-rolls in Haiti†che illustra l’assistenza e il soccorso forniti agli abitanti dell’isola all’indomani della tragedia.
Era presente pure Giancarlo Planta, regista del film-documentario “Angelus Hiroshimaeâ€, che vanta la partecipazione di Franco Nero e la colonna sonora con musiche originali di Ennio Morricone, patrocinato dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, che ha sostenuto finanziariamente sia il film che il ritorno sui luoghi del set dopo il sisma.
Sempre a cura dell’Unicef è stato proiettato “B-rolls in Haiti†che illustra l’assistenza e il soccorso forniti agli abitanti dell’isola all’indomani della tragedia.
L’emergenza che si vive tuttora lì è disarmante e sconfortante. I numeri parlano chiaro: a sei mesi da quell’evento funesto la situazione ad Haiti rimane critica, soprattutto per gli 800.000 bambini del paese. Il bilancio generale della tragedia è di oltre 220.000 morti e 300.000 feriti. Circa due milioni di persone hanno perso la casa e 1,6 milioni continuano a vivere in campi sovraffollati. Il 60% degli edifici governativi è stato distrutto e oltre 180.000 case sono inagibili.
L’Unicef sta direttamente fornendo acqua a 330.000 persone ed ha fin qui vaccinato più di 275.000 bambini contro le principali malattie. Attraverso programmi nutrizionali, l’organizzazione fornisce cibo a circa 550.000 bambini sotto i cinque anni e alle donne in allattamento. Duemila bambini gravemente malnutriti ricevono cure specifiche e alimenti terapeutici. Fra i settori più colpiti dalla tragedia c’è quello dell’istruzione: già prima del terremoto meno della metà dei bambini frequentava la scuola e ora l’80% delle scuole è raso al suolo.
L’Unicef sta direttamente fornendo acqua a 330.000 persone ed ha fin qui vaccinato più di 275.000 bambini contro le principali malattie. Attraverso programmi nutrizionali, l’organizzazione fornisce cibo a circa 550.000 bambini sotto i cinque anni e alle donne in allattamento. Duemila bambini gravemente malnutriti ricevono cure specifiche e alimenti terapeutici. Fra i settori più colpiti dalla tragedia c’è quello dell’istruzione: già prima del terremoto meno della metà dei bambini frequentava la scuola e ora l’80% delle scuole è raso al suolo.
Tre mesi fa il governo, con il sostegno dell’Unicef, ha iniziato la costruzione di scuole temporanee per dare accesso all’istruzione a tutti i bambini, anche a quelli che vivono nelle zone più difficili da raggiungere. Cinquecentomila bambini hanno ricevuto materiale didattico di base, di cui 185 mila direttamente dall’Unicef.
Di fronte a certi dati si può rimanere indifferenti?
Di fronte a certi dati si può rimanere indifferenti?
Lo spirito può subire un vero e proprio scoramento: fortunatamente, però, c’è gente che si sbraccia e si dà da fare per limitare i danni e lenire i dolori.Â
Qui non si tratta di essere italiani o haitiani: qui si deve fare appello alla coscienza che universalmente è propria dell’essere persone, dell’essere umano…
Qui non si tratta di essere italiani o haitiani: qui si deve fare appello alla coscienza che universalmente è propria dell’essere persone, dell’essere umano…
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