14 lug. – Intervistato da Fattitaliani.it, Roberto Milone, vice direttore di Raidue, parla di "Un sogno per te", edito da Pubbliedi in collaborazione con Rai-Eri (pagg. 335, € 14,00), che rappresenta il suo debutto ufficiale nella narrativa. Un romanzo scritto di getto e con divertimento ammette, "tra una riunione e l'altra" e consegnato "rozzo all'editore".
Un libcop_un sogno per te.jpgro nato dall'osservazione e dall'aver volutamente mantenuto il rapporto umano con le persone anche se nel suo lavoro vale il detto che un personaggio da lui descritto adopera per la professione di giornalista "Meglio essere temuto che amato". 
"Si, – risponde: questo è un mondo di squali, lo è sempre stato. Pero' prima c'erano regole ben precise: in certi posti di responsabilità (e non di potere) si arrivava dopo un percorso ben preciso, con una gavetta che ti dava una formazione che ti permetteva di capire con chi avessi a che fare".
Un passaggio molto interessante della lunga intervista è quello in cui parla ovviamente della televisione: "La tv – dice – degli anni Cinquanta-Settanta raccontava del boom economico e di problematiche sociali: ora si racconta un mondo che non esiste, artefatto. Nella realtà non succede come nei reality, dove un gruppo di persone interagiscono su un'isola o in una casa sorvegliati 24 ore su 24. Così pure la fiction: si dimentica che la parola vuole dire "finzione", per cui Falcone è assimilato a Montalbano, per non parlare dei talk show dove tutto è messo in discussione, e si ammazzano i pochi punti di riferimento che fanno parte della nostra storia culturale".
Molto interessante la questione: specialmente se a parlare è il vice direttore di una rete generalista che trasmette programmi della tipologia menzionata, quali "L'isola dei famosi" e "L'Italia sul due". Evidentemente, Roberto Milone non approva tutta la programmazione della rete che contribuisce a dirigere…