15 lug. – "La mancata messa in onda" di Anno
Zero sarebbe "un grave danno per il servizio pubblico e mi
costringerebbe ad impiegare tutte le energie per difendere diritti
miei, dei miei collaboratori e degli spettatori". Lo scrive oggi
Michele Santoro in una lettera al direttore generale della Rai Mauro
Masi, e per conoscenza al Presidente della Rai, Paolo Garimberti e ai
sette consiglieri, commentando "l'ennesimo rinvio di una settimana" da
parte del Cda Rai sulle decisioni relative alla messa in onda di Anno
Zero.
"Al termine di una stagione faticosa, durante la
quale sono stato costretto a lavorare piu' per contrastare manovre
politiche e impedimenti burocratici che per realizzare un prodotto
televisivo,
solo al fine di trovar modo di continuare a svolgere la
mia professione con un minimo di serenita' – scrive Santoro a Masi –
avevo accolto il tuo invito a valutare una ipotesi transattiva che
ponesse fine all'interminabile vicenda giudiziaria che mi riguarda".
Ma, aggiunge, "siccome nessuna azienda seria rinuncerebbe a cuor
leggero a una trasmissione come Annozero e nessuna azienda libera
discuterebbe di materie contrattuali riguardanti i suoi dipendenti
come ha fatto la Rai, addirittura dedicando intere trasmissioni alla
nostra cosiddetta trattativa, si e' scatenata una incredibile
concatenazione di errori di comunicazione e polemiche".

"Oggi – prosegue il giornalista – sono costretto a constatare
che non si e' ottenuto il risultato sperato: individuare soluzioni che
appaiano e siano dalla parte del pubblico.
E', invece, risultato
evidente che Annozero, perfino da chi esprime nei suoi confronti
critiche violente, e' considerato un elemento assai importante del
panorama informativo italiano. Il clamore suscitato dalla eventualita'
di una sua soppressione, al di la' delle critiche ingiustificate e
immotivate sulla portata e il valore del possibile accordo, ha
dimostrato inequivocabilmente che un pubblico enorme non vuole
rinunciare ad uno dei suoi appuntamenti preferiti".

"Percio' – argomenta Santoro – lasciami dire che,
indipendentemente dalle tue intenzioni, la tattica di rinviare
continuamente la conferma in palinsesto del programma, anche dopo
quanto emerso dall'inchiesta di Trani, conferma nell'opinione pubblica
la convinzione di un carattere strumentale dell'interesse manifestato
per le nuove trasmissioni alle quali avrei potuto dar vita"
.

"Non c'e' piu' spazio, quindi – scandisce il giornalista -per
rinvii e ambiguita'. E non c'e' piu' tempo per trovare alcun accordo
tra noi che non preveda la messa in onda di Annozero.

"Ti prego di provvedere di conseguenza – conclude infine – a
sbloccare le pratiche che con i miei collaboratori sono state gia'
tutte opportunamente istruite e consegnate alla Rete
dopo aver
definito con il Direttore Liofredi e gli uffici competenti della Rai
date e modalita' produttive".

"Bisogna uscire una volta per tutte da
questa favola del programma che fa grandi introiti
pubblicitari. Come e' ben noto e' l'azienda stessa che decide
quali spot pubblicitari devono andare in onda a seconda delle
trasmissioni e delle fasce d'ascolto". Cosi' il direttore
generale della Rai, Mauro Masi, replica alla lettera che i
consiglieri Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten
hanno
scritto a Michele Santoro sostenendolo nella sua richiesta di
andare in onda il prossimo autunno con 'Annozero' e dove
parlano appunto di "programma di successo che garantisce
risorse pubblicitarie importanti".
E a proposito di decisioni
in merito ai palinsesti, Masi scrive "Ho rispetto formale e
sostanziale per tutti i consiglieri di Amministrazione della
Rai, ma mi stupisce che due consiglieri sembrano ignorare che
le proposte sulle trasmissioni da collocare in palinsesto
spettano solo al Direttore Generale", concetto questo che Masi
aveva in precedenza gia' espresso riferendosi proprio al
contenuto della lettera fattagli avere da Santoro.