20 lug. – Ieri mattina sono state consegnate
presso la Corte di Cassazione 1.401.432 di firme, raccolte per
ciascuno dei tre quesiti referendari sull'acqua pubblica raccolte da migliaia di volontari
che hanno
organizzato banchetti, manifestazioni, dibattiti sull'acqua bene
comune dell'umanita': l'iniziativa era partita tre
mesi fa, il fine settimana del 24 e 25 aprile.

"Questo dato consegna il referendum per l'acqua pubblica alla
storia di questo paese- dice il presidente di Solidarieta' e
Cooperazione Cipsi, Guido Barbera,
una delle otto persone scelte
tra i promotori del referendum per la consegna delle firme in
Cassazione- in tre mesi abbiamo raccolto il maggior numero di
firme rispetto a tutte le altre esperienze referendarie
italiane".
Oggi, quindi, "con il migliore dei presupposti
possibili comincia da qui l'avventura, un lungo percorso che ha
come prossima tappa 25 milioni di votanti nel 2011- aggiunge- per
alcuni sono solo numeri, per noi sono la storia del nostro
futuro".

Solidarieta' e Cooperazione Cipsi, prosegue Barbera, "e' tra i
promotori dei referendum contro la privatizzazione dell'acqua ed
e' da oltre 20 anni impegnato su questa tematica, promovendo il
valore della risorsa idrica come bene comune e diritto umano
universale e inalienabile"
.
Una "grande mobilitazione, un grande
segnale di civilta' e di cittadinanza responsabile- aggiunge- che
siamo convinti verra' suggellato il prossimo anno (forse gia' a
giugno) dalla partecipazione di tante persone al voto
referendario".

I tre quesiti vogliono abrogare la legge approvata
dall'attuale governo e le norme approvate da altri governi in
passato che andavano "nella stessa direzione, quella di
considerare l'acqua una merce e la sua gestione finalizzata a
produrre profitti"
.
Dal punto di vista normativo, l'approvazione dei tre quesiti
rimandera', per l'affidamento del servizio idrico integrato, al
vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000. Tale
articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni
caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio
idrico come strutturalmente e funzionalmente "privo di rilevanza
economica", servizio di interesse generale e privo di profitti
nella sua erogazione.
Verrebbero poste le premesse migliori per l'approvazione della
legge d'iniziativa popolare, gia' consegnata al Parlamento nel
2007 dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua, corredata da
oltre 400.000 firme di cittadini. "E si riaprirebbe sui territori
la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo
modello di pubblico- conclude il Cipsi- che puo' definirsi tale
solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo
democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei
cittadini e delle comunita' locali".

"Lo straordinario successo della raccolta
firme per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua-
oltre 1 milione e 400 mila cittadini lo hanno sottoscritto- sta
ad indicare che si tratta di un tema fortemente sentito dai
cittadini italiani". Lo dichiara il presidente dei Verdi Angelo
Bonelli.
"Il risultato e' ancora piu' straordinario- aggiunge- se
si pensa al boicottaggio delle televisioni che hanno praticamente
oscurato questa grande battaglia di civilta'".
Ora, prosegue il leader dei Verdi, "bisogna impedire il
sabotaggio di chi fara' l'appello per il non voto: per questa
ragione noi Verdi chiediamo che si voti per il referendum
sull'acqua nello stesso giorno delle prossime elezioni
amministrative". In questo modo "si potrebbe garantire un
notevole risparmio economico (accorpando le consultazioni)-
conclude- e consentire a tutti i cittadini di pronunciarsi
sull'aggressione all'acqua come bene pubblico e sulla
privatizzazione che fara' decuplicare le bollette".