22 lug. – Sulla proroga delle missioni militari all'estero, il Governo è stato battuto nell'Aula della
Camera due volte di seguito su altrettanti emendamenti del Pd.
Il presidente della Commissione
Esteri Stefani aveva chiesto, dopo l''uno-due' una sospensione
dei lavori, ma la maggioranza, che in Aula registra molte
assenze, non e' stata in condizione di far si' che la sua
proposta passasse: l'esame degli emendamenti continua.
Camera due volte di seguito su altrettanti emendamenti del Pd.
Il presidente della Commissione
Esteri Stefani aveva chiesto, dopo l''uno-due' una sospensione
dei lavori, ma la maggioranza, che in Aula registra molte
assenze, non e' stata in condizione di far si' che la sua
proposta passasse: l'esame degli emendamenti continua.
I due emendamenti del Pd sono passati rispettivamente con 258
si', 254 no e un astenuto e con 256 si', 254 no e tre
astensioni. Non hanno impatto economico sul testo, ma i
successivi ne hanno, e la maggioranza e' a rischio numerico.Â
Entrambi gli emendamenti su cui il
governo e' andato 'sotto' si riferiscono all'articolo 3 del
decreto di proroga. Il primo (primo firmatario Mario Barbi, Pd)
esclude la natura regolamentare dei decreti per il coordinamento
delle missioni. Il secondo (primo firmatario Francesco
Tempestini) specifica una competenza in capo a una direzione
generale del ministero degli Esteri.
governo e' andato 'sotto' si riferiscono all'articolo 3 del
decreto di proroga. Il primo (primo firmatario Mario Barbi, Pd)
esclude la natura regolamentare dei decreti per il coordinamento
delle missioni. Il secondo (primo firmatario Francesco
Tempestini) specifica una competenza in capo a una direzione
generale del ministero degli Esteri.















