Al vertice di palazzo Grazioli di lunedi' sera sarebbe arrivato il via libera della Lega alla concessione del permesso di soggiorno temporaneo per i migranti. Il documento consentirà agli stranieri la libera circolazione nell'area Schengen e dunque la possibilità di lasciare l'Italia per altri Paesi europei. Una opportunità che costringerà altri Paesi a farsi carico del flusso di migranti, visto che per molti l'Italia è solo un transito verso altre destinazioni (Francia, germania, Paesi Bassi e Gran Bretagna, le mete preferite): con la concessione di permessi a tempo i migranti non potranno più essere respinti alle frontiere.
Sempre lunedi', del resto, da Strasburgo, la Commissaria europea, Cecilia Malmstrom, nel suo intervento sul caso Lampedusa davanti alla plenaria del Parlamento europeo, ha spiegato che se il flusso di sfollati dalla Libia aumenterà, la Commissione europea pensa di attivare la direttiva 55 del 2001 che permette di concedere asilo per almeno un anno «nel territorio degli Stati membri».

Tornando alla visita di Berlusocni, dopo il colloquio con il premier tunisino, il Cavaliere si è mostrato moderatamente ottimista, spiegando che anche sulla questione dei rimpatri «c'è la disponibilità da parte del governo di Tunisi di esaminare la questione e la nostra volontà di farlo in modo assolutamente civile». «C'è un'assoluta volontà di trovare una soluzione – ha aggiunto il capo dell'esecutivo – . Il ministro dell'Interno lascia qui una commissione di tecnici al lavoro e domani tornerà per verificare il lavoro fatto e sottoscrivere un accordo». «Ovviamente – ha detto ancora il premier – c'è l'assoluta volontà di trovare soluzioni che vadano nella direzione del controllo delle coste da parte della Tunisia. Noi daremo il nostro aiuto affinché il controllo sia efficiente e capillare». E quanto al ruolo delle altre nazioni europee, «dove molti vogliono alla fine recarsi», ha precisato che «ci sono problemi» na che «anche questo sta per essere esaminato, abbiamo la possibilità di risolverlo in modo positivo».
http://www.youtube.com/v/cv1uZsMiOlQ

Berlusconi ha anche commentato quanto sta accadendo, spiegando che l'esodo dalla Tunisia è «comprensibile», perchè i giovani tunisini «cercano un miglioramento delle condizioni di vita», ma questo «crea inconvenienti», soprattutto a Lampedusa, e dunque «dobbiamo trovare una soluzione». Berlusconi ha ricordato i rapporti «sempre di grande amicizia» tra Italia e Tunisia, assicurando «la più ampia collaborazione» al governo di transizione «nel momento storico della passaggio alla democrazia». Durante il quale, però, «succede questa emergenza: in un momento difficile per l'economia della Tunisia, un certo numero di giovani decidono di guardare all'Europa, sempre considerata l'Eldorado per i Paesi della sponda sud del Mediterraneo, che finora hanno vissuto in regimi che non conoscevano democrazia e libertà. E' ovvio cercare un miglioramento delle proprie condizioni di vita, è del tutto comprensibile questa volontà di crearsi una nuova vita», ha riconosciuto Berlusconi.

Berlusconi e Maroni, dunque, non tornano a casa con un'intesa già sottoscritta, come molti avevano auspicato. Tuttavia la disponibilità di Tunisi a fare incontrare funzionari e tecnici delle due nazioni è considerata un passo avanti sulla strada dell'intesa. L'Italia alla vigilia dell'incontro aveva avanzato diverse ipotesi operative e il nostro governo si era offerto di fornire aiuti e mezzi. Ma da quanto si era ppreso, tra Tunisi e Roma non era stato raggiunto un accordo sull'entità di stanziamenti economici finalizzati a creare le condizioni per un reinserimento nella vita sociale ed economica tunisina per coloro che saranno rimpatriati. Forse i tecnici di Maroni sono al lavoro proprio su questo.