Brusca e’ stata la frenata da parte del Governo sulla costruzione delle centrali nucleari in Italia. La decisione e' arrivata dopo le dichiarazioni di Tremonti che, intervenendo al Parlamento a Bruxelles aveva dichiarato la necessita’ di fare una riflessione non solo economica, sull’eventualita’ della costruzione di una centrale nucleare soprattutto a seguito del tragico incidente di Fukushima.
Il Governo ha deciso di inserire nella moratoria già prevista nel decreto legge Omnibus all'esame del Senato, l'abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione degli impianti nucleari nel Paese. Ha creato opinioni divergenti soprattutto nell’opposizione.
Secondo Bersani, Segretario del Pd, questa sarebbe una vittoria e aggiunge che il Governo “ con ogni evidenza scappa dalle sue stesse decisioniâ€. Ma il punto di vista dei Verdi e’ totalmente differente.
Secondo il gruppo infatti questa decisione, non eliminerebbe del tutto la previsione della costruzione di una centrale, bensi’ la ritarderebbe solo di un anno.
La brusca decisione di non costruire centrali nucleari secondo i verdi non sarebbe “ per convinzione, ma per paura e necessità : paura di perdere le elezioni amministrative e di venire travolto dal referendum del 12 e 13 giugno che avrebbero portato anche alla completa abrogazione della legge sul legittimo impedimentoâ€.
La brusca decisione di non costruire centrali nucleari secondo i verdi non sarebbe “ per convinzione, ma per paura e necessità : paura di perdere le elezioni amministrative e di venire travolto dal referendum del 12 e 13 giugno che avrebbero portato anche alla completa abrogazione della legge sul legittimo impedimentoâ€.
Secondo invece Roberto Losacco, esponente del Pd, il governo avrebbe paura del giudizio degli italiani affermando che : “Speriamo non si tratti dell'ennesima furbata dettata dalla paura dei sondaggi e dal rischio sconfitta al referendumâ€.
Qualche dubbio pervade anche Losacco che aggiunge: "Se non ci fosse stata la tragedia di Fukushima il governo sarebbe andato dritto come un treno rifilando al paese una tecnologia vecchia e poco sicura infischiandosene della salute di chi si ritrovava una centrale o un sito di stoccaggio sotto casa.Bisogna quindi tenere alta la guardia perche' in questa maniera viene eliminato il referendum. Non pensi il governo di far rientrare dalla finestra quello che e' uscito dalla porta. Il no al nucleare deve essere per sempre, troppe cose non tornano".
In conclusione l’esponente del Pd afferma che: "Se e' servito il disastro giapponese per questa marcia indietro significa che il progetto di Berlusconi non era sicuro, una ricca partita giocata sulla pelle dei cittadini. Altrimenti perche' fermarsi? Ma se costava tanto un nucleare poco sicuro quante altre decine di miliardi di euro ci sarebbero voluti per renderlo a prova di errore umano e di catastrofe? Una eventualita' che renderebbe il sogno atomico dei piccoli Stranamore della destra troppo costoso e quindi poco conveniente per gli italiani. Adesso il governo chiarisca cosa intende fare sulle Rinnovabili, il colpevole ritardo sull'emanazione di un nuovo decreto sta diventando fatale per il settore e questo davvero l'Italia non puo' permetterselo''.















