Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy tentano oggi di trasformare il vertice bilaterale dei dissidi nel trampolino di lancio di una nuova politica per una vigilanza alle frontiere europee che, spiegano le fonti, renda piu' efficaci le regole esistenti e non faccia saltare il sistema.
Lo schema discusso alla vigilia dell’incontro mira a una riforma tricefala, basata sul rafforzamento di Frontex, sul miglior coordinamento delle procedure dell’accordo che ha abolito i controlli per chi viaggia, e su una sua maggiore flessibilita'.

Il clima della vigilia è nervoso, sebbene in entrambe le capitali si raccolgano segnali di distensione. La questione dei permessi di soggiorno ai tunisini ha inasprito i rapporti fra Roma e Parigi, generando un conflitto che fatica a sopirsi, visto che – come ha sottolineato ancora ieri Henri Guaino, consigliere dell’Eliseo – il via libera ai tunisini pone un problema, perche' se "lasci entrare i migranti senza consultarti coi partner, dopo non puoi mandare dal vicino tutti quelli hai lasciato entrare".
Stamane, a Villa Madama, i toni vorranno essere garbati, c’è consapevolezza che la fitta agenda richieda un approccio costruttivo. Si parlera' di Economia (Tremonti-Lagarde, bilaterale spinoso sul nodo Parmalat), di Libia e Mediterraneo (Frattini-Juppé, attesa una dichiarazione comune), di Immigrazione (Maroni-Gueant).