Dopo le tensioni provocate dalla decisione del Premier di dare il via libera ai bombardamenti italiani in Libia, la Lega sembra non aver ancora trovato una posizione unitaria. Dopo le parole del capogruppo del Carroccio alla Camera, Marco Reguzzoni, che spiegava come la Lega fosse unita sulle posizioni e sulle scelte del governo, il Ministro dell'Interno Roberto Maroni è tornato a ribadire la ferma opposizione del partito. "Mi sembra inevitabile che ci sia un passaggio parlamentare su una cosa così rilevante. Lo chiede l'opposizione, noi non siamo contrari. Ho parlato con Bossi: la linea della Lega sulla questione della Libia non cambia, ed è quella espressa dal segretario e riportata dalla Padania". E sul dietrofront del Premier aggiunge: "Siamo rimasti sorpresi perché nell'ultimo Consiglio dei ministri Berlusconi era contrario ai bombardamenti. Noi non cambiano idea da un giorno all'altro. I bombardamenti intelligenti, per definizione, non esistono".
Nel frattempo equipaggi italiani si preparano alle azioni di bombardamento sulla Libia e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha spiegato che "saranno messi a disposizione della Nato per essere impiegati" in seguito alle comunicazioni davanti alle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato.
Sulla crisi libica il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, hanno riferito alle Camere. "Saranno sempre 12, come adesso, i velivoli italiani messi a disposizione della Nato per le operazioni militari in Libia, ma otto di questi potranno bombardare o lanciare i missili di cui sono dotati" ha spiegato La Russa, riferendo alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. "A giorni l'Italia invierà in Libia dieci istruttori militari da inserire nella costituenda struttura di comando del Cnt, insieme a un pari numero di istruttori inglesi e francesi", ha aggiunto La Russa.