24 lug. – I cinque istituti di credito italiani hanno superato lo stress test. Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare e Ubi Banca non hanno dunque bilanci a rischio e neppure devono rafforzare il loro patrimonio secondo l’analisi svolta dal Cebs, il Committee of european banking supervisors, insieme alla Banca centrale europea e alle singole autorità di vigilanza nazionale, su 91 banche di 20 Paesi dell’Unione europea.
Per quanto riguarda le perdite – se si realizzasse lo scenario peggiore previsto – nel periodo 2010-2012 le 91 banche Ue lascerebbero sul terreno 566 miliardi e in particolare le italiane 50 miliardi. In Italia si conferma dunque il clima di ottimismo che si respirava la settimana scorsa alla 50esima assemblea dell’Abi, espresso chiaramente dal governatore di Bankitalia: "I test per le banche italiane – aveva detto – non potranno ovviamente che presentare risultati differenziati, ma sono fiducioso che mostreranno come le risorse patrimoniali delle singole aziende siano adeguate".
E il commento di Palazzo Koch oggi non si è fatto attendere: "Nel complesso i risultati confermano la capacità delle banche italiane di assorbire l’impatto di un significativo deterioramento delle attuali condizioni macroeconomiche e di mercato" commenta una nota della Banca centrale, secondo cui "il processo di conduzione dell’esercizio, strettamente coordinato a livello europeo, gli scenari adottati, predisposti dalla Bce e condivisi tra le varie autorità partecipanti, e le metodologie utilizzate, uniformi tra banche e tra paesi, sono stati rigorosi e severiâ€. Bankitalia sottolinea pure come “nel confronto con le altre banche europee i coefficienti patrimoniali di partenza delle grandi banche italiane, pur ampiamente superiori ai minimi regolamentari, sono mediamente più bassi. Sul divario influiscono sia una regolamentazione prudenziale nazionale che pone limiti più stringenti al computo di taluni strumenti negli aggregati patrimoniali che stanno al numeratore dei coefficienti, sia consistenti operazioni di ricapitalizzazione pubblica di cui hanno beneficiato alcune grandi banche europee".
E il commento di Palazzo Koch oggi non si è fatto attendere: "Nel complesso i risultati confermano la capacità delle banche italiane di assorbire l’impatto di un significativo deterioramento delle attuali condizioni macroeconomiche e di mercato" commenta una nota della Banca centrale, secondo cui "il processo di conduzione dell’esercizio, strettamente coordinato a livello europeo, gli scenari adottati, predisposti dalla Bce e condivisi tra le varie autorità partecipanti, e le metodologie utilizzate, uniformi tra banche e tra paesi, sono stati rigorosi e severiâ€. Bankitalia sottolinea pure come “nel confronto con le altre banche europee i coefficienti patrimoniali di partenza delle grandi banche italiane, pur ampiamente superiori ai minimi regolamentari, sono mediamente più bassi. Sul divario influiscono sia una regolamentazione prudenziale nazionale che pone limiti più stringenti al computo di taluni strumenti negli aggregati patrimoniali che stanno al numeratore dei coefficienti, sia consistenti operazioni di ricapitalizzazione pubblica di cui hanno beneficiato alcune grandi banche europee".
Per il ministero dell’Economia “i risultati relativi agli stress test svolti su cinque gruppi bancari italiani ne mostrano la solidità patrimoniale e la stabilità , anche rispetto a scenari caratterizzati dalle condizioni macroeconomiche più penalizzanti e meno probabiliâ€. Il Tesoro sottolinea pure che l’Ue e la Commissione europea per “preservare la fiducia dei mercati hanno condiviso l’esigenza di predisporre ovvero mantenere meccanismi nazionali idonei a consentire un eventuale intervento pubblico a sostegno degli intermediari interessati dall’esercizio di stressâ€. Per questo “in linea e in conformità con l’orientamento comunitario†sebbene non esista “alcun elemento che induca a ritenere che i gruppi bancari italiani abbiano esigenza di ricorrere a tali strumenti, il governo italiano procederà comunque a riaprire i termini che, in caso di necessità , consentirebbero al ministero dell’Economia di sottoscrivere strumenti finanziari ai sensi dell’art. 12 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185â€. “Lo stress test sulle banche indica la solidità del sistema Italia†dice ancora Giulio Tremonti, intervistato dal Tg1. “A volte, non fare notizia è una buona notizia. Questa volta l’Italia non fa notizia perché ha i numeri nella media dell’Europa e questo è molto buono e positivoâ€. Si tratta insomma di un “dato buonoâ€, aggiunge, “non solo perché indica la solidità del sistema bancario-finanziario italiano, ma indica la solidità dell’Italiaâ€.Â















