07 ago. – Sono oltre 600 i dispersi nella valle di Leh, meta turistica della regione del Ladakh (nel Kashmir indiano), colpita ieri da una catastrofica ondata di maltempo che ha provocato finora oltre un centinaio di morti. Tra le vittime o i feriti non risulta al momento nessuno straniero, ma sono migliaia i turisti bloccati nell'area, compresa una quarantina di italiani, tutti rintracciati e incolumi. Il bilancio delle vittime sembra pero' inevitabilmente destinato ad aggravarsi: si teme infatti che molti abitanti siano ancora sotto il fango o tra le macerie delle case crollate nel diluvio che si e' abbattuto nella notte di giovedi'. Tra gli scomparsi ci sono anche una trentina di militari di una delle tante basi esistenti nell'area che e' fortemente militarizzata per via dei confini con Cina e Pakistan, paese quest'ultimo ancora in ginocchio per le straordinarie piogge monsoniche che hanno flagellato la regione per una settimana provocando milioni di alluvionati e almeno 1600 morti.
I soccorritori indiani hanno trovato finora i corpi di 130 persone, ma alcuni villaggi sono ancora tagliati fuori dal mondo a causa del crollo di tre ponti e dell'interruzione di numerose strade. La colata di fango e detriti ha devastato diversi villaggi, tra cui quello di Choglamsar, a sud di Leh verso la valle dell'Indo e quello di Shey, la capitale estiva degli ex re del Ladakh. Le alluvioni hanno distrutto anche alcuni patrimoni architettonici della regione desertica himalayana, nota come il ''piccolo Tibet'' per la presenza di monasteri buddisti e accessibile via terra solo per tre mesi all'anno. In questi giorni, secondo stime, si trovano a Leh dai 4 ai 5 mila turisti stranieri. ''Nessuno di loro risulta tra le vittime o i dispersi'', ha assicurato stasera l'ispettore generale della polizia Farooq Ahmad, che coordina le operazioni di soccorso. La maggior parte sono negli alberghi di Leh in attesa di trovare un posto su un aereo per abbandonare la zona, ma diversi sono intrappolati lungo la strada che ''sale'' da Manali, in Himachal Pradesh. La statale, che si snoda per oltre 400 chilometri attraverso passi montani di 5 mila metri, e' bloccata in piu' punti per smottamenti. L'esercito e' al lavoro per aprire dei varchi, ma ci vorranno molti giorni. E' invece ritornato in funzione l'aeroporto che era inagibile per via della pista di atterraggio allagata. Oggi pomeriggio sono arrivati i primi sei aerei dell'aviazione militare con aiuti di emergenza, tende, generatori e ospedali da campo. Sono ripresi anche alcuni collegamenti di compagnie aeree private verso New Delhi. Da domani mattina Air India e Jet Airways hanno previsto voli straordinari. L'ambasciatore italiano a New Delhi, Roberto Toscano, ha assicurato all'ANSA che sono stati rintracciati i quaranta connazionali segnalati in zona e che stanno tutti bene. L'Unita' di crisi della Farnesina ha comunque lanciato un appello a chi avesse notizie di parenti o amici presenti nell'area del Ladakh a segnalarle al ministero. Resta infatti molto difficile avere un quadro chiaro della situazione a causa delle linee telefoniche ancora interrotte. Raggiunta telefonicamente dall'ANSA, una giornalista italiana, Pratrizia Caiffa, che si trova a Leh, ha raccontato infatti di un vero e proprio ''finimondo'': ''La citta' vecchia di Leh e' stata sommersa dal fango e sono cadute pietre. Ho visto case distrutte come quelle dopo il terremoto di Haiti. La gente scava con le mani nel fango per tirare fuori i corpi. La situazione e' drammatica''.Â
INDIA: FARNESINA AVVISA ITALIANI, PERICOLI DA MALTEMPO E TERRORISMOÂ – Gli italiani che dovessero recarsi in India, dove si stanno verificando situazioni di eccezionale maltempo e dove persiste il pericolo di attentati terroristici, sono invitati a osservare prudenza e a tenersi costantemente informati. ''Si suggerisce ai connazionali – scrive il ministero degli Esteri sul suo sito, sezione ''Viaggiare sicuri'' – di tenersi informati attraverso i media locali ed internazionali sulla situazione meteorologica e di attenersi alle misure eventualmente impartite dalle Autorita' locali. Infatti, ricorda la Farnesina, si sono abbattute nelle scorse ore violente piogge a Leh e nell'area limitrofa, meta turistica del Ladakh, che hanno causato inondazioni, provocando numerose vittime. L'aeroporto di Leh e' stato riaperto ma solo per i voli in partenza. La viabilita' sulle strade da e per Leh risulta al momento interrotta. Polizia e forze armate indiane stanno attuando operazioni di soccorso''. ''Ai connazionali che intendano recarsi in India nell'attuale stagione delle piogge – prosegue la Farnesina -, si consiglia di tenersi informati attraverso i media locali ed internazionali sulla situazione meteorologica e di attenersi alle misure eventualmente impartite dalle Autorita' locali. Si segnala che in questa stagione a Bombay (Mumbai) sono in aumento i casi di malaria.
Il carattere indiscriminato degli attentati terroristici avvenuti nel Paese – prosegue poi il Ministero degli Esteri -, come quello del febbraio 2010 a Pune, che hanno colpito anche luoghi, ristoranti ed alberghi abitualmente frequentati da turisti occidentali, induce a prendere atto di un accresciuto livello di rischio per gli stranieri e ad adottare pertanto un atteggiamento di elevata vigilanza e particolare cautela, oltre alle normali precauzioni (evitare luoghi di eventuali manifestazioni, di assembramento e di culto, i mercati, le stazioni di autobus e ferrovie). Ulteriori eventuali attacchi terroristici potrebbero nuovamente riguardare localita' frequentate da stranieri, sia nelle grandi citta' sia in destinazioni turistiche, con particolare riferimento a hotel di catene internazionali e a centri commerciali.
Si segnala che le Autorita' locali includono fra i possibili obiettivi anche gli aeroporti ed i voli di linea; il livello di allerta rimane molto elevato. Le misure di sicurezza vengono abitualmente rafforzate e il livello di allerta viene elevato in prossimita' delle celebrazioni delle principali feste nazionali e religiose, durante le quali e' suggerita speciale attenzione. Si registra un aumento del livello di rischio attentati nello Stato di Jammu e Kashmir. Si raccomanda pertanto di evitare viaggi non essenziali nel predetto stato inclusa la capitale Srinagar. Sono inoltre da evitare il distretto di Kishtwar e le altre zone rurali o di confine con il Pakistan. I viaggi a Srinagar vanno comunque effettuati via aerea. Da evitare assolutamente la via terrestre. Si consiglia particolare prudenza ai connazionali che devono recarsi nelle zone rurali degli Stati del West Bengal, Bihar, Jharkhand, Chattisgarh e Andra Pradesh, dove operano gruppi estremisti violenti. Gli ultimi mesi hanno visto una recrudescenza del fenomeno, con attacchi terroristici anche alle linee ferroviarie''.















