In un discorso televisivo alla nazione, il presidente Obama ha spiegato che gli USA hanno fatto il proprio dovere in Libia, e che ora il loro contributo si ridurrà quando, mercoled prossimo, il comando passerà alla Nato. Ha poi aggiunto che l'obiettivo ampio degli Stati Uniti è quello di una Libia che appartiene non ad un dittatore ma al suo popolo. L'inqulino della Casa Bianca ha anche sottolineato che gli Stati Uniti non si possono permettere di commettere gli stessi errori dell'Iraq nel tantativo di rovesciare il regime di Gheddafi.
Per coloro che dubitavano sulla nostra capacità di portare a termine questa operazione, voglio essere chiaro: gli Stati Uniti d'America hanno fatto quello che avevano detto che avrebbero fatto. Questo non significa che il nostro lavoro sia completato. Oltre alle nostre responsabilità nei confronti della Nato – ha aggiunto Obama – lavoreremo con la comunità internazionale per fornire assistenza al popolo libico, a coloro che necessitano cibo e assistenza medica. Tuteleremo gli oltre 33 miliardi di dollari del regime libico che abbiamo congelato in modo che siano disponibili per la ricostruzione della Libia. Dopo tutto, quel denaro non appartiene a Gheddafi o a noi. Appartiene al popolo libico e faremo in modo che lo riceva.
E Muammar Gheddafi ha risposto al gruppo di contatto che si riunirà oggi a Londra chiedendo di mettere fine "all'offensiva barbara" in Libia paragonabile "a quella di Hitler in Europa".
E Muammar Gheddafi ha risposto al gruppo di contatto che si riunirà oggi a Londra chiedendo di mettere fine "all'offensiva barbara" in Libia paragonabile "a quella di Hitler in Europa".
Il discorso di Obama era stato preceduto, luned sera, da una videoconferenza tra lo stesso presidente americano, il presidente francese Nicolas Sarkozy, il premier britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel. L'incontro è iniziato intorno alle 19.15. I quattro hanno discusso della situazione in Libia e dei piani in vista del vertice in programma marted a Londra. L'altro grande Paese protagonista della coalizione, vale a dire l'Italia, non è stato invitato alla videoconferenza.
Il ministro degli Esteri Franco Frattini, intervistato su La7, ha detto che nella videoconferenza non si sta decidendo niente e l'Italia non soffre affatto di sindrome da esclusione. Rivolto poi al Pd che per bocca di Lapo Pistelli aveva parlato in precedenza di un'Italia lasciata fuori dalla porta Frattini replica: Se pensano che il bene dell'Italia è speculare sulla politica estera continuino a farlo…. Alla fine della videoconferenza, una nota dell'Eliseo ha comunicato che i quattro leader hanno espresso sostegno alla conferenza che si svolge marted a Londra e che deve riunire la comunità internazionale a sostegno della transizione politica in Libia. Nell'incontro si è parlato anche del sostegno al processo di transizione in Egitto e della necessità di rilanciare il processo di negoziato israelo-palestinese
In precedenza sul fronte diplomatico si era registrato l'intervento della Russia. Per Mosca l'intervento della coalizione nella guerra civile non è stato autorizzato dalla risoluzione 1973 del consiglio di sicurezza.
In precedenza sul fronte diplomatico si era registrato l'intervento della Russia. Per Mosca l'intervento della coalizione nella guerra civile non è stato autorizzato dalla risoluzione 1973 del consiglio di sicurezza.
Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov: Noi consideriamo che l'intervento della coalizione in quella che è essenzialmente una guerra civile interna non è stato autorizzato dalla risoluzione del consiglio di sicurezza dell'Onu, ha dichiarato il capo della diplomazia russa, ribadendo comunque che la difesa della popolazione civile resta la nostra priorità . La decisione della Nato di assumere il comando delle operazioni in Libia rispetta la risoluzione 1973 del consiglio di sicurezza dell'Onu ma il suo unico mandato – ha aggiunto Lavrov – deve essere quello di proteggere la popolazione civile.
Intanto, dopo la formalizzazione del passaggio alla Nato del comando di tutte le operazioni militari legate al rispetto della risoluzione 1973 dell'Onu, ovvero l'embargo, l'istituzione della no fly zone e la protezione dei civili dagli attacchi delle truppe governative, la Turchia si offre come mediatore per raggiungere prima possibile un cessate il fuoco tra le parti per evitare che la Libia si trasformi in un nuovo Iraq o Afghanistan.
Intanto, dopo la formalizzazione del passaggio alla Nato del comando di tutte le operazioni militari legate al rispetto della risoluzione 1973 dell'Onu, ovvero l'embargo, l'istituzione della no fly zone e la protezione dei civili dagli attacchi delle truppe governative, la Turchia si offre come mediatore per raggiungere prima possibile un cessate il fuoco tra le parti per evitare che la Libia si trasformi in un nuovo Iraq o Afghanistan.
Lo ha dichiarato in un'intervista al britannico Guardian il premier turco Recep Tayyip Erdogan, che ha rivelato come siano già in corso contatti con i delegati di Gheddafi ed esponenti del Consiglio Nazionale Transitorio di Bengasi. Non solo. Erdogan riferisce che la Turchia, in accordo con la Nato, sta per assumere il controllo del porto di Bengasi per la gestione degli aiuti umanitari. Erdogan chiarisce che intende agire nella cornice delle indicazioni della Nato, della Lega Araba e dell'Unione Africana. Al momento è in corso una guerra civile in Libia e noi dobbiamo porvi fine, ha dichiarato il premier turco. I ribelli: Presa Sirte.
Gheddafi se ne deve andare immediatamente e la transizione in Libia deve essere affidata al Comitato Nazionale di Transizione. quanto sottolineato, in una nota congiunta, dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dal primo ministro britannico, David Cameron.
Gheddafi se ne deve andare immediatamente e la transizione in Libia deve essere affidata al Comitato Nazionale di Transizione. quanto sottolineato, in una nota congiunta, dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dal primo ministro britannico, David Cameron.
Sul fronte diplomatico cresce intanto l'attesa per il summit a Londra. Il ministro degli esteri italiano Frattini, anticipando i temi dell'incontro, ha detto che nostro dovere istituzionale è eliminare le distanze, trovare una soluzione condivisa non solo tra i quattro più grandi paesi europei, ma con tutti gli alleati. Secondo il capo della diplomazia, chiamato a commentare le divergenze con la Francia, qualunque strategia politica divisiva sulla crisi libica è destinata a fallire. Qualunque strategia politica divisiva sarebbe destinata a fallire – ha proseguito – ma le idee italiane, francesi e tedesche dovranno tutte confluire in un piano che, domani a Londra, potremo elaborare per dare una risposta: questa missione è il mezzo e non il fine.
La Nato posticipera' di un giorno l'acquisizione di tutte le operazioni militari in Libia, che slittera' dunque a giovedi' intorno alle 8 ora italiana. Lo ha reso noto un diplomatico dell'Allenza, precisando che il ritardo deriva dai contributi che i Paesi coinvolti nel conflitto offriranno oggi durante il vertice di Londra. In un discorso tv alla nazione il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva dichiarato che il passaggio di comando alle truppe atlantiche si sarebbe concluso domani. ''La Nato ha deciso di assumersi la responsabilita' ulteriore di proteggere la popolazione libica. Il passaggio si svolgera' mercoledi''', aveva detto Obama.
La Nato posticipera' di un giorno l'acquisizione di tutte le operazioni militari in Libia, che slittera' dunque a giovedi' intorno alle 8 ora italiana. Lo ha reso noto un diplomatico dell'Allenza, precisando che il ritardo deriva dai contributi che i Paesi coinvolti nel conflitto offriranno oggi durante il vertice di Londra. In un discorso tv alla nazione il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva dichiarato che il passaggio di comando alle truppe atlantiche si sarebbe concluso domani. ''La Nato ha deciso di assumersi la responsabilita' ulteriore di proteggere la popolazione libica. Il passaggio si svolgera' mercoledi''', aveva detto Obama.















