09 giu. – "Al settimo piano di viale Mazzini, nel salone del Cda, il direttore generale della Rai Mauro Masi e' piu' aggressivo del solito, tanto e' vero che lui – sempre cosi' ingessato – ad un certo punto si rivolge a Giorgio Van Straten, consigliere di area Pd, con parole davvero inusuali: 'Risponderai di quel che hai detto in tutte le sedi…'.
Piu' tardi – si legge in un retroscena su LA STAMPA – , privatamente, Masi si scusera' con Van Straten, anche perche' oramai per il direttore generale i problemi piu' seri cominciano ad arrivare dai suoi amici del centrodestra. Per ora e' tutto sotto traccia ma ieri mattina, durante la riunione del Cda che doveva deliberare sul reintegro di Paolo Ruffini, ad un certo punto il consigliere Antonio Verro, area Pdl, ha chiesto di interrompere la seduta per valutare la questione-Ruffini in tutte le sue sfaccettature. E quando i consiglieri di centrodestra hanno capito che l'eventuale inottemperanza della sentenza avrebbe comportato conseguenze penali – tra di loro, in contraddittorio con Masi, ma sempre in via riservatissima – hanno contestato al direttore generale una gestione 'poco felice' di tutta la vicenda. E d'altra parte l'8 giugno duemiladieci restera' una delle giornate meno eccitanti nella gestione Masi. Dopo aver dovuto 'ingoiare' e deliberare il reintegro di Ruffini, Masi ha presentato ai consiglieri i tanto attesi palinsesti per la prossima stagione, suscitando un certo sbalordimento, esplicito da parte di alcuni consiglieri, piu' riservato in altri".
"'Annozero non tornera'. Io vado avanti per la mia strada sia su Santoro sia sulle serate della Dandini'". Questo invece il retroscena sulla stessa materia su REPUBBLICA.
"Un altro giorno in trincea per Mauro Masi. Assediato da tutte le parti, costretto a cedere su Paolo Ruffini che torna direttore di Raitre, in difficolta' con la stessa maggioranza di centrodestra che lo accusa di aver gestito malissimo i dossier tanto cari a Berlusconi. Il direttore generale deve ottenere almeno lo scalpo di un "nemico" del Cavaliere e i riccioli di Santoro sono in cima alla lista. La minaccia di stracciare il contratto di servizio agitata dal premier ieri mattina ha fatto capire a Masi che non e' il momento di alzare bandiera bianca. Bisogna combattere e Masi e' pronto a sfidare l'evidenza, le sentenze dei giudici, le scelte dei direttori di rete (il vero obbiettivo e' ridurre a una serata settimanale Parla con me), l'ostilita' ormai manifesta di alcuni consiglieri di amministrazione del Pdl".
"Masi fa finta di non vedere l'esito del suo lunedi' nero. Soprattutto, il botta e risposta tra il presidente Garimberti e il conduttore di Annozero concluso con un messaggio inequivoco: da settembre, il giovedi' sera, tornera' su Raidue l'"uso criminoso" della tv di Santoro.
'Quello che c'e' scritto sui giornali e' acqua fresca. Michele deve dire a me che l'accordo raggiunto per la sua uscita salta', avverte il direttore generale. Convinto di avere ancora delle carte da giocare. Ha messo sul piatto addirittura un rilancio dell'offerta economica. Si parte da 10 milioni, tre di liquidazione e 7 per la produzione di docu-fiction. Masi ha contattato l'agente di Santoro Lucio Presta alzando la posta: si puo' arrivare a 12 milioni.
'L'aumento c'e'. Ma non piu' di tanto', ammettono al settimo piano di Viale Mazzini. E' un vicolo cieco, una mossa da ultima spiaggia". "'Annozero non tornera'. Io vado avanti per la mia strada sia su Santoro sia sulle serate della Dandini'". Questo invece il retroscena sulla stessa materia su REPUBBLICA.
"Un altro giorno in trincea per Mauro Masi. Assediato da tutte le parti, costretto a cedere su Paolo Ruffini che torna direttore di Raitre, in difficolta' con la stessa maggioranza di centrodestra che lo accusa di aver gestito malissimo i dossier tanto cari a Berlusconi. Il direttore generale deve ottenere almeno lo scalpo di un "nemico" del Cavaliere e i riccioli di Santoro sono in cima alla lista. La minaccia di stracciare il contratto di servizio agitata dal premier ieri mattina ha fatto capire a Masi che non e' il momento di alzare bandiera bianca. Bisogna combattere e Masi e' pronto a sfidare l'evidenza, le sentenze dei giudici, le scelte dei direttori di rete (il vero obbiettivo e' ridurre a una serata settimanale Parla con me), l'ostilita' ormai manifesta di alcuni consiglieri di amministrazione del Pdl".
"Masi fa finta di non vedere l'esito del suo lunedi' nero. Soprattutto, il botta e risposta tra il presidente Garimberti e il conduttore di Annozero concluso con un messaggio inequivoco: da settembre, il giovedi' sera, tornera' su Raidue l'"uso criminoso" della tv di Santoro. 'Quello che c'e' scritto sui giornali e' acqua fresca. Michele deve dire a me che l'accordo raggiunto per la sua uscita salta', avverte il direttore generale. Convinto di avere ancora delle carte da giocare. Ha messo sul piatto addirittura un rilancio dell'offerta economica. Si parte da 10 milioni, tre di liquidazione e 7 per la produzione di docu-fiction. Masi ha contattato l'agente di Santoro Lucio Presta alzando la posta: si puo' arrivare a 12 milioni. 'L'aumento c'e'. Ma non piu' di tanto', ammettono al settimo piano di Viale Mazzini. E' un vicolo cieco, una mossa da ultima spiaggia".
DALLA VIGILANZA RAI OK AI COMPENSI NEI TITOLI DI CODA - Compensi di conduttori e giornalisti nei titoli di coda di tutti i programmi di servizio pubblico, dagli approfondimenti, ai Tg, a quelli di intrattenimento. Lo prevede un emendamento approvato oggi dalla Commissione di Vigilanza che si avvia a licenziare il parere, obbligatorio ma non vincolante, sul contratto di servizio tra Rai e Governo. L'emendamento, presentato dal capogruppo Pdl Alessio Butti, è passato – con alcune modifiche – anche con i voti dell'opposizione che ha chiesto che la trasparenza non riguardasse solo i programmi di approfondimento ma tutti quelli di servizio pubblico, compresi i Tg. Sono stati invece respinti tutti gli emendamenti dell'opposizione sulla norma relativa alla neutralità tecnologica della Rai. L'articolo 20 del contratto prevede che la programmazione Rai sia presente su tutte le piattaforme tecnologiche e l'azienda si impegna a mettere a disposizione una piattaforma distributiva per ogni piattaforma tecnologica. In questo modo, contesta l'opposizione, la Rai non è tenuta a scegliere la piattaforma Sky e può restare solo su Tv Sat, a vantaggio di Mediaset.















