15 apr. – Un'azione piu' decisa della Commissione Ue per evitare emissioni di carbonio industriale da parte di paesi terzi mentre l'Unione e' impegnata in uno sforzo per la salvaguardia del clima e' chiesta da Italia e Francia con una lettera congiunta che Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy hanno indirizzato al presidente della Commissione Juan Manuel Barroso chiedendo in particolare che nel conteggio di scambio delle quote vengano considerati anche gli importatori dai paesi terzi. A questi prodotti, al fine di evitare un aggravio di emissioni industriali, si ipotizza di applicare anche una sorta di sovratassa equivalente allo sforamento delle emissioni.
''Signor Presidente, come lei ha confermato in occasione dell'ultimo Consiglio europeo, la Commissione -questo il testo della lettera- presentera' il prossimo giugno un rapporto nel quale valutera' se alcuni settori industriali sono esposti a un importante rischio di fuga di carbonio, rapporto che dovra' essere accompagnato da proposte adeguate. Sarebbe inaccettabile che gli sforzi gia' ambiziosi che abbiamo accettato all'interno dell'Unione Europea allo scopo di ridurre le nostre emissioni di gas effetto serra conformemente a cio' che era stato deciso al Consiglio europeo del dicembre 2008 fossero compromessi dalle fughe di carbonio che deriverebbero dall'assenza o dall'insufficienza di azione di alcuni Paesi terzi.
E' per questo motivo che la legislazione europea prevede espressamente, in questo contesto, la possibilita' di includere gli importatori nel sistema europeo di scambio di quote di emissioni. Ci appare indispensabile che il rapporto della Commissione sia l'occasione per precisare senza preconcetti le condizioni nelle quali potrebbe essere messo in atto un tale meccanismo di aggiustamento alle frontiere dell'Unione Europea. Come i Capi di Stato e di Governo hanno sottolineato in occasione dell'ultimo Consiglio europeo, e' necessario dare un nuovo impulso al processo internazionale di negoziato. A seguito degli impegni unilaterali contenuti nel pacchetto legislativo adottato nel 2009, l'Unione Europea deve rinforzare il suo approccio tattico utilizzando nuovi strumenti di negoziato per rendere la sua azione piu' efficace e piu' credibile nelle competenti sedi internazionali''.
''Disporre, nel quadro del negoziato internazionale, tra gli altri possibili strumenti, di questo meccanismo, che dovra' ovviamente essere inclusivo e non protezionistico ci permetterebbe in effetti -prosegue la lettera- di prevenire il rischio di fuga di carbonio incoraggiando i Paesi terzi a adottare misure di riduzione delle loro emissioni, per esempio nel quadro dei partenariati settoriali. Quindi, ciascuno saprebbe che, se rifiuta di prendere impegni adeguati nei settori interessati, i suoi prodotti si vedrebbero applicare una compensazione equivalente allo sforzo previsto nell'Unione Europea. Non farlo verrebbe a creare uno stimolo paradossale a non prendere impegni del genere. Si tratta dunque di una leva indispensabile che l'Unione Europea deve poter utilizzare se noi vogliamo preservare l'integrita' ambientale dei nostri sforzi assicurando al tempo stesso l'impegno dei nostri principali partner.
Aggiungiamo che, negli Stati Uniti, misure comparabili sono state introdotte nei progetti di legge in corso di esame. Nostro interesse e' chiaramente poter lavorare su questa questione con i nostri partner americani cosi' come con tutti coloro che lo vorranno. Va da se' che ogni meccanismo di aggiustamento alle frontiere deve essere pienamente compatibile con le regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio.
La correttezza degli scambi si coniuga qui con la lotta contro il cambiamento climatico. Deve anche essere realizzabile sul piano tecnico e a questo fine senza dubbio concentrarsi sui settori realmente esposti alle fughe di carbonio. Le nostre analisi cosi' come gli studi di cui disponiamo, in particolare il rapporto congiunto stabilito dal segretariato dell'OMC e dal Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente nel giugno scorso mostrano nell'insieme che queste condizioni possono essere soddisfatte.
Lei comprendera' dunque -concludono Berlusconi e Sarkozy- che noi attribuiamo la piu' grande importanza a che il rapporto che la Commissione presentera' il prossimo giugno, in particolare sul meccanismo di aggiustamento alle frontiere dell'Unione Europea, precisi questi elementi e contribuisca quindi utilmente ai lavori del Consiglio Europeo sui mezzi per proseguire la nostra azione in favore della lotta contro il cambiamento climatico''















