17 mar. -  Aziende di Paesi europei, tra cui anche l'Italia, sono nel commercio globale di strumenti di tortura. E' una denuncia contenuta in un rapporto diffuso oggi da Amnesty International e dalla Omega Research Foundation. Si parla di congegni da fissare alle pareti delle celle per immobilizzare i detenuti, serrapollici in metallo e manette e bracciali che producono scariche elettriche da 50.000 volt. Il rapporto, intitolato 'Dalle parole ai fatti', sottolinea che queste attivita' sono proseguite nonostante l'introduzione, nel 2006, di una serie di controlli per proibire il commercio internazionale di materiale di polizia e di sicurezza atto a causare maltrattamenti e torture e per regolamentare il commercio di altro materiale ampiamente usato su scala mondiale per torturare. Ma scappatoie legali consentono ancora di farla franca.