21 ago. – L'Autorita' nazionale palestinese ha accettato di sedersi al tavolo dei negoziati diretti con Israele. Lo ha riferito un alto funzionario del governo palestinese. I negoziati diretti tra israeliani e palestinesi riprenderanno al più alto livello il 2 settembre alla Casa Bianca, e dovranno svolgersi ''senza precondizioni''. Lo ha annunciato oggi a Washington il segretario di Stato Usa Hillary Clinton.
L'obiettivo dell'amministrazione Usa e' di ''risolvere in un anno la questione dello status finale'' tra Israele e Palestinesi, ha detto la Clinton.
Gli Stati Uniti hanno invitato alla Casa Bianca, l'1 e il 2 settembre, il presidente egiziano Hosni Mubarak e re Abdallah di Giordania, oltre al negoziatore del Quartetto Tony Blair, per la ripresa dei negoziati diretti tra israeliani e palestinesi.
L'obiettivo dell'amministrazione Usa e' di ''risolvere in un anno la questione dello status finale'' tra Israele e Palestinesi, ha detto la Clinton.
Gli Stati Uniti hanno invitato alla Casa Bianca, l'1 e il 2 settembre, il presidente egiziano Hosni Mubarak e re Abdallah di Giordania, oltre al negoziatore del Quartetto Tony Blair, per la ripresa dei negoziati diretti tra israeliani e palestinesi.
Tuttavia, malgrado la prudenza sia sempre d'obbligo, il giornale newyorchese da' per scontata questa ripresa dei negoziati di pace sottolineando che rappresenta ''una piccola vittoria'' di Barack Obama Obama nei suoi sforzi ripetuti nel far rivivere il processo di pace in Medio Oriente.Â
A quanto scrive il giornale, il presidente americano Barack Obama inviterà per i primi di settembre a Washington il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il presidente dell'Autorita' Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas perchè diano il via ai colloqui diretti. Netanyahu e Abbas hanno stabilito che il negoziato avrà il tempo limite di un anno. Le trattative dirette, che riprendono dopo 20 mesi di arresto, riguarderanno tutte le questioni chiave: i confini del futuro stato palestinese, lo status politico di Gerusalemme, le garanzie di sicurezza per Israele e il diritto al ritorno dei profughi palestinesi.















