A poco meno di un mese da un episodio analogo, a Messina un'altra lite tra medici avrebbe procurato lesioni ad un neonato. Il fatto sarebbe avvenuto all'ospedale 'Papardo' dove secondo i genitori del nascituro il diverbio sarebbe sorto per decidere se procedere con un taglio cesareo o con un parto naturale. Gli stessi genitori hanno presentato una denuncia ai militari dell'Arma e la Procura della citta' siciliana ha aperto un'inchiesta. Il piccolo e' ricoverato al Policlinico in coma farmacologico.
A presentare la denuncia sul nuovo caso a Messina sono stati i genitori del neonato in coma, la 24enne Ivana Rigano e il marito 34enne Nicola Mangraviti. L'inchiesta e' coordinata dal pm della Procura di Messina Anna Maria Arena. I carabinieri, nei giorni scorsi, hanno sequestrato le cartelle cliniche nel reparto di Ostetricia e Ginecologia del'Papardo'. Il bimbo e' intubato e tenuto in coma farmacologico. Stando alle prime ipotesi, al momento della nascita non sarebbe arrivato per qualche secondo l'ossigeno al cervello e questo avrebbe creato lesioni cerebrali. Il piccolo potrebbe aver riportato delle lesioni neurologiche che gli provocherebbero problemi al movimento degli arti. Subito dopo il parto i famigliari della donna si sono scagliati contro il primario. L'inchiesta e' aperta contro ignoti.
IL PICCOLO GIOSUE' ESCE DAL COMA - Giosue' Mangraviti, il neonato ricoverato nella terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina, dopo un travagliato parto, il 13 settembre, all'ospedale 'Papardo', e' uscito dal coma farmacologico. A confermarlo il professor Ignazio Barberi che in questa settimana ha tenuto intubato e sedato il neonato di oltre 4 chili che ha subito lesioni durante il parto. La prognosi non si puo' comunque ovviamente ancora sciogliere, ma le sue condizioni sono nettamente migliorate. Restano da valutare le conseguenze delle tre ischemie cerebrali, la paralisi del braccio sinistro e le insufficienze renali e cardiache del bambino. "Siamo contenti – dicono la mamma Ivana Rigano e la nonna Patrizia Ferrarini – anche se sappiamo che la vita del piccolo Giosue' non sara' facile". Va avanti intanto l'inchiesta della Procura per accertare le eventuali responsabilita' sui ritardi nel parto e sulla scelta di eseguire il metodo naturale e non il cesareo come chiesto dai genitori. Era stato il primario di ginecologia a disporre il parto naturale, nonostante i medici stessero operando il cesareo e il marito della puerpera avesse firmato il consenso. Una decisione, quella de primario che avrebbe reso difficoltosa e traumatica, secondo la denuncia presentata ai carabinieri, la nascita del bimbo, del peso di oltre quattro chili.