L'Agcom ha approvato la regolamentazione del copyright su internet. Con sette voti a favore, un astenuto e un voto contrario e' passato lo schema sul diritto d'autore che ha scatenato , negli scorsi giorni, proteste tra gli appassionati del web.
Il nuovo regolamento sara', ora, sottoposto ad consultazione pubblica di 60 giorni, per accogliere eventuali proposte. Il testo e', infatti, provvisorio, passibile di modifiche e aggiustamenti.
La procedura approvata dall'Agcom , contrariamente da quanto pensato inizialmente, non prevede alcuna "misura di inibizione dell'accesso ai siti internet", decisione presa dopo la mobilitazione del popolo internauta.
Il testo della regolamentazione si compone di due parti. Nella prima parte vengono affrontate le misure da sviluppare per favorire l'offerta legale e l'accesso ai contenuti da parte degli utenti. La seconda, invece, regolamenta le misure a tutela del diritto d'autore, con riferimento ai contenuti riprodotti senza autorizzazione.
"Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato – ha dichiarato il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò, dopo l'approvazione - dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità , fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell'Autorità e sul rapporto tra l'intervento amministrativo e i preminenti poteri dell'Autorità giudiziaria.
LO SCETTICISMO DI DI PIETRO – Tuttavia le decisioni prese dall'Agcom non sono piaciute al leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che ha scritto una lettera aperta ai leader di Pd e Sel, Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola, per proporre la convocazione degli 'Stati generali dell'informazione'. Secondo Di Pietro, infatti, "l'agcom pone un bavaglio alla Rete, unico baluardo della democrazia in questi tempi bui e strumento fondamentale che ha veicolato le informazioni sui referendum".















