L'attentato alle Torri Gemelle ha cambiato l'economia, la societa' e la politica internazionale. Ma e' anche una data che ha segnato tutti noi, individualemente.
Sul suo blog Manuele Malenotti avvia una riflessione su come siamo adesso a dieci anni dal quell'11 settembre:
"Ci siamo. E' arrivato l'11 settembre 2011: dieci anni fa crollavano le Torri Gemelle. Una di quelle date che per il mondo hanno segnato una rottura nel corso della storia. Quelle di cui si parla di un prima e di un dopo.

Da 10 anni a questa parte, a livello economico si sono sprecate le analisi che esaminano i cambiamenti post 11 settembre: la paura degli investitori, il crollo delle borse, la crisi globale, la flessione degli acquisti, la caccia all'oro.
Io credo che anche sul piano storico-internazionale ci sarebbe tanto di cui discutere, per esempio di come gli Stati Uniti abbiano iniziato una guerra contro un nemico costruito ad hoc, culminata nel gesto, tanto simbolico quanto infruttuoso, dell'uccisione di Bin Laden pochi mesi fa.

Ma quello di cui voglio parlarvi oggi è qualcosa di più personale, che tocca noi come singoli. Vi siete mai chiesti come siamo cambiati noi? Come eravamo prima e come siamo dopo l'11 settembre?
Sicuramente sono cambiate le nostre abitudini: adesso siamo abituati a lunghe file ai metal detector, a non portare liquidi sugli aerei, ad essere perquisiti all'ingresso dei monumenti. Ormai non facciamo più caso alle numerosissime misure di sicurezza che sono state adottate nell'era post 11 settembre.
Ma quello che più mi spaventa è che da quella data abbiamo una diversa consapevolezza: da quel giorno, in cui il terrorismo è entrato prepotentemente nella nostra vita quotidiana, sappiamo che siamo protagonisti inconsapevoli di una guerra a cui non abbiamo scelto noi di partecipare.
Sono sinceramente vicino alle famiglie delle vittime delle Torri Gemelle che in questo decennale si troveranno ancora a piangere i propri cari senza trovare, tuttora, un motivo alla loro morte. Mi auguro che questi dieci anni non siano passati invano e che episodi del genere non abbiano più motivo di esistere."