Dopo la notizia della sentenza del tribunale civile che ha deciso che i Ministeri della Difesa e dei Trasporti devono risarcire i parenti delle vittime per un milione di Euro, una nuova svolta si profila nelle indagini sulla strage di Ustica. La sentenza, seppure civile, ha avvalorato la tesi dell'intercettamento da parte di due caccia.
Come avevano preannunciato gia' gli avvocati dei parenti delle vittime del dc9 (che sostenevano che la sentenza avrebbe aperto nuovi scenari anche sul piano delle indagini), ora, il Tribunale di Palermo ha stabilito, nella motivazione della sentenza che: "Tutti gli elementi considerati consentono di ritenere provato che l'incidente occorso al Dc9 si sia verificato a causa di un intercettamento realizzato da parte di due caccia, che nella parte finale della rotta del Dc9 viaggiavano parallelamente ad esso, di un velivolo militare precedentemente nascostosi nella scia del Dc9 al fine di non essere rilevato dai radar, quale diretta conseguenza dell'esplosione di un missile lanciato dagli aerei inseguitori contro l'aereo nascosto oppure di una quasi collisione verificatasi tra l'aereo nascosto ed il Dc9".
Gli avvocati Alfredo Galasso e Daniele Osnato, che hanno reso note le motivazioni della sentenza, escludono quindi che ci fosse una bomba a bordo del Dc9 Itavia.