Arriva un duro ammonimento da parte del Cardinale Bagnasco nei confronti della politica italiana: ''La questione morale, complessivamente intesa, non e' un'invenzione mediatica: nella dimensione politica, come in ciascun altro ambito privato o pubblico, essa e' un'evenienza grave, che ha in se' un appello urgente. Non e' una debolezza esclusiva di una parte soltanto e non riguarda semplicemente i singoli, ma gruppi, strutture, ordinamenti, a proposito dei quali e' necessario che ciascuna istituzione rispetti rigorosamente i propri ambiti di competenza e di azione, anche nell'esercizio del reciproco controllo''.
Il presidente della Cei, in occasione dell'apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente, spera che si possa "purificare l'aria". ''Nessuno puo' negare – ha aggiunto Bagnasco – la generosa dedizione e la limpida rettitudine di molti che operano nella gestione della cosa pubblica, come pure dell'economia, della finanza e dell'impresa: a costoro vanno rinnovati stima e convinto incoraggiamento''. ''Si noti tuttavia – ha detto ancora il cardinale – che la questione morale, quando intacca la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative. Contribuisce, di fatto, a propagare la cultura di un'esistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della serieta' e del sacrificio, fondamentale per imparare a prendere responsabilmente la vita''. ''Ecco perche' – ha affermato il presidente dei vescovi italiani - si tratta non solo di fare in maniera diversa, ma di pensare diversamente: c'e' da purificare l'aria, perche' le nuove generazioni, crescendo, non restino avvelenate''.















