Le proteste dei giovani americani continuano e da New York si espandono in tutti gli Stati Uniti. Manuele Malenotti sul suo blog apre una riflessione sui giovani che hanno dato vita a queste manifestazioni, che cercano di esprimere il proprio disagio davanti ad una politica che di loro non si occupa.
''Sono appena tornato dal mio viaggio a New York e sono rimasto molto colpito dalle proteste organizzate dal movimento ''Occupy Wall Street''.
E' assurdo New York, la Grande Mela, la citta' che incarna il sogno americano per eccellenza occupata da manifestazioni di giovani, studenti, disoccupati, lavoratori precari, tutti insoddisfatti.
Tutti uniti nella protesta contro Wall Street, il simbolo della potenza statunitense, contro la politica economica degli Usa. E le proteste non si fermano, crescono si estendono in tutta America.
E' incredibile vedere tutte queste persone in piazza unite da un unico slancio, sono ragazzi che chiedono risposte, che non hanno nessuna sicurezza sul futuro e vorrebbero averle da chi li governa.
Questi episodi mi fanno rabbia perche' oggi come oggi la politica non da' piu' nessuna risposta, i politici occupati a parlare dei grandi numeri, si sono scollati dalla situazione reale, non sanno nemmeno cosa succede ogni giorno.
Succede che si e' arrivati al limite, che tutte queste proteste in piazza, dalla Spagna degli indignados agli Stati Uniti, vogliono dire solo una cosa: che i cittadini non si sentono piu' rappresentati. Io credo che i governi di tutti il mondo debbano prendere coscienza di questo e mobilitarsi per una politica a misura di cittadino.
D'altro canto sono d'accordo con le proteste e mi unisco ai manifestanti, ma nello stesso tempo voglio anche invitarli a non fermarsi ai cortei, alle manifestazioni e agli striscioni di protesta ma impegnarsi per una societa' che possa essere migliore.
A protestare sono perlopiu' giovani, ragazzi che rappresentano il domani, ecco credo che manifestare sia importante, e in questo momento fondamentale per far valere i propri diritti, ma che non puo' essere l'unica soluzione.
Il vero cambiamento puo' avvenire solo a partire da loro, da noi che siamo la nuova generazione.''
E' assurdo New York, la Grande Mela, la citta' che incarna il sogno americano per eccellenza occupata da manifestazioni di giovani, studenti, disoccupati, lavoratori precari, tutti insoddisfatti.
Tutti uniti nella protesta contro Wall Street, il simbolo della potenza statunitense, contro la politica economica degli Usa. E le proteste non si fermano, crescono si estendono in tutta America.
E' incredibile vedere tutte queste persone in piazza unite da un unico slancio, sono ragazzi che chiedono risposte, che non hanno nessuna sicurezza sul futuro e vorrebbero averle da chi li governa.
Questi episodi mi fanno rabbia perche' oggi come oggi la politica non da' piu' nessuna risposta, i politici occupati a parlare dei grandi numeri, si sono scollati dalla situazione reale, non sanno nemmeno cosa succede ogni giorno.
Succede che si e' arrivati al limite, che tutte queste proteste in piazza, dalla Spagna degli indignados agli Stati Uniti, vogliono dire solo una cosa: che i cittadini non si sentono piu' rappresentati. Io credo che i governi di tutti il mondo debbano prendere coscienza di questo e mobilitarsi per una politica a misura di cittadino.
D'altro canto sono d'accordo con le proteste e mi unisco ai manifestanti, ma nello stesso tempo voglio anche invitarli a non fermarsi ai cortei, alle manifestazioni e agli striscioni di protesta ma impegnarsi per una societa' che possa essere migliore.
A protestare sono perlopiu' giovani, ragazzi che rappresentano il domani, ecco credo che manifestare sia importante, e in questo momento fondamentale per far valere i propri diritti, ma che non puo' essere l'unica soluzione.
Il vero cambiamento puo' avvenire solo a partire da loro, da noi che siamo la nuova generazione.''















