Nel giorno in cui il dl Stabilita' arriva al Sento si fanno i conti con il 'dopo-Berlusconi', sempre piu' vicino. Il Pdl appar spaccato dinnanzi alle due ipotesi: voto subito o appoggio al governo tecnico. Il segretario Angelino Alfano nega la spaccatura ma lascia aperto alla scelta che arrivera' dal presidente Napolitano. Il premier quasi dimissionario sostiene di "preferire le elezioni anticipate ma c'e' la speculazione…".
Buona parte del Pdl, tuttavia, non vuole appoggiare l'esecutivo tecnico. C'e' chi minaccia dimissioni ed eventuale appoggio esterno. Dall'altra parte Fini, Casini e Bersani si mettono dalla stessa parte, contrari alle elezioni nonostante le defezioni della sinistra piu' estrema e dell'Idv.
Ignazio La Russa si dice allergico alle "ammucchiate" ma preme per un governo "di soli tecnici" se il voto non e' percorribile. Una proposta che piace anche al ministro Renato Brunetta.
Tra i frondisti, Claudio Scajola, si augura che "il fronte della responsabilita' avra' la meglio" e su Monti aggiunge "E' una soluzione imposta dai fatti" ma tifa per il governo tecnico guidato da Roberto Formigoni.
Intanto si attende il voto al dl Stabilita' che domani arrivera' alla Camera e che poi permettera' l'annuncio delle dimissioni di Silvio Berlusconi.















