''Il ministero ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominato esplicitamente il profilattico; bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv''.
E' questo uno stralcio della mail che Laura De Pasquale assistente del direttore di Radio Rai 1 e dei Radiogiornali, Antonio Preziosi, ha inviato ieri a tutte le trasmissioni della tv pubblica e ai conduttori in occasione della giornata mondiale contro l'HIV .
Guai a chi dice profilattico, insomma. La Rai e il Ministero della Salute uniti nel tabu'. Difficile, infatti, riuscire a fare ore e ore di trasmissioni a parlare dell'Aids e della prevenzione necessaria per evitare di contrarre il virus, senza poter mai nominare il preservativo.
Anche nello stesso comunicato ufficiale che pubblicizzava la giornata mondiale dell'Aids e nella relativa conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa, non e' mai stata pronunciata la parola ''censurata''.
La denuncia arriva dalla presidente del network italiano delle persone sieropositive, Rosaria Iardino: ''Sono davvero arrabbiata perche' non cambia mai niente. Si e' parlato di tutto tranne che dell'unica cosa veramente importante: il profilattico. È una semplice parolina che nessuno ha mai il coraggio di dire''. Queste le sue parole.
I sospetti delle associazioni gay guardano alla Chiesa, convinte che la proibizione dell'uso della parola profilattico sia stata influenzata dalla posizione che la Chiesa, appunto, ha sull'argomento.