Dopo gli auguri fatti durante la messa della notte di Natale, Benedetto XVI ha rispettato il tradizionale appuntamento con il messaggio ''Urbi at Orbi'' dalla loggia di San Pietro.
Il Papa ha augurato Buon Natale a tutti i Paesi in 65 lingue e ha esordito parlando del male del mondo: ''Gesu' e' stato inviato da Dio Padre per salvarci soprattutto dal male profondo radicato nell'uomo e nella storia: quel male che e' la separazione da Dio, l'orgoglio presuntuoso di fare da se', di mettersi in concorrenza con Dio e sostituirsi a Lui, di decidere che cosa e' bene e che cosa e' male, di essere il padrone della vita e della morte''.
Subito dopo il suo pensiero e' andato ai conflitti che insanguinano il Pianeta. ''Il Signore soccorra l'umanita' – ha invocato Benedetto XVI – Egli, che e' il Principe della Pace, doni pace e stabilita' alla Terra che ha scelto per venire nel mondo, incoraggiando la ripresa del dialogo tra israeliani e palestinesi. Faccia cessare le violenze in Siria, dove tanto sangue e' gia' stato versato. Favorisca la piena riconciliazione e la stabilita' in Iraq ed in Afghanistan. Doni un rinnovato vigore nell’'edificazione del bene comune a tutte le componenti della societa' nei Paesi nord africani e mediorientali''.
Per il nostro paese, l' augurio di un futuro ''piu' fraterno e solidale''. ''Cari fratelli e sorelle – ha concluso Ratzinger – rivolgiamo lo sguardo alla Grotta di Betlemme: il Bambino che contempliamo e' la nostra salvezza! Lui ha portato al mondo un messaggio universale di riconciliazione e di pace. Apriamogli il nostro cuore, accogliamolo nella nostra vita. Ripetiamogli con fiducia e speranza: "Veni ad salvandum nos, vieni a salvarci!''.















