''Quando ho capito che la nave si stava inclinando – ha ammesso il Comandante Francesco Schettino in una telefonata fatta ad un amico all'indomani del naufragio della sua Costa Concordia – ho preso e sono sceso''. Questa e' solo una delle frasi intercettate dai pm si occupano delle indagini sull'incidente in cui, al momento, si contano 16 vittime.
''Mi trovo con la testa sotto e con le gambe all'aria senza sapere nulla – ha detto il capitano nella telefonata – Lo squarcio e' stato immenso, ci stava uno spuntone di roccia, poi tutto
quello che e' successo da quel momento l’ho fatto nel massimo della mia
professionalita' e questo potrebbe alleviare o quantomeno dare
l’illusione di stare in pace con la coscienza''.
Sospeso dalla compagnia Costa Crociere , Schettino avrebbe anche dichiarato che la strumentazione sulla nave era fuori uso : ''La secca c'era ma non era segnalata dagli strumenti che avevo e ci sono passato'' e che l'inchino era stato richiesto da un manager: ''Per dar retta al manager, passa da li', passa da li' – ha raccontato il Comandante all'amico – Qualcun altro al posto mio non sarebbe stato cosi'
benevolo a passare li' sotto, perche' mi hanno rotto il c…, passa di la',
passa di la'''.
La tesi sostenuta da Schettino e' che addirittura sarebbe stato frainteso dalla capitaneria di porto : ''Credo che abbia capito che non ci volevo andare – ha affermato il capitano
rispondendo ai pm – Io ho detto: guarda, non ho i mezzi per andarci. Se
lui mi incoraggiava, diceva: 'comandante abbiamo l'elicottero qua, la
facciamo portare a bordo'. Io gli ho detto: ma come ci vado a nuoto?''.















