Dalle analisi dell'Apart (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana) e' stato rilevato che nel mare della Toscana al largo dell'isola del Giglio, dov'e' naufragata la Costa Concordia, la concentrazione di tensioattivi e' di 2-3 mg/litro, dunque piu' del limite consentito.
Mentre continua la ricerca dei dispersi, i detersivi e i saponi della Concordia continuano a sciogliersi in mare. ''I detersivi – ha spiegato Alessandro Franchi, dirigente dell'Arpat - sono
aggressivi in tempi rapidi, quando sono concentrati, ma hanno il
vantaggio di disperdersi nel mare altrettanto velocemente''.
aggressivi in tempi rapidi, quando sono concentrati, ma hanno il
vantaggio di disperdersi nel mare altrettanto velocemente''.
Si teme adesso che la pressione sul fondo della nave possa fare esplodere i prodotti rimasti ancora chiusi. Stando alle rilevazioni il mare del Giglio avrebbe in brevissimo tempo gia' raggiunto e superato l'inquinamento delle aree industriali che si affacciano sul mare come Marghera o Piombino.
Intanto continuano le indagini dei pm anche alla luce delle ultime intercettazioni che riguardano il Comandante Francesco Schettino .















