Il settimanale tedesco Der Spiegel, nel numero dedicato alla tragedia della Costa Concordia, ha criticato gli italiani definendoli un popolo di codardi. ''Qualcuno si e' forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse italiano?'' aveva scritto il periodico.
Oggi il quotidiano di casa Berlusconi Il Giornale risponde in prima pagina con un titolo shock ''A noi Schettino, a voi Auschwitz'' che ha subito suscitato critiche e polemiche.Nell'occhiello si legge ''Il settimanale Der Spiegel ci definisce un popolo di codardi perché 'gli italiani non sono una razza'. Loro si', invece, e lo hanno dimostrato assieme a Hitler''.Un titolo, a caratteri cubitali, che colpisce maggiormente pubblicato il giorno in cui tutto il mondo ricorda lo scempio della Shoah.
L'editoriale, a firma del direttore editoriale Alessandro Sallusti, definisce quella del settimanale tedesco ''un'aggressione all'Italia'' e con gli stereotipi con cui Jan Fleischauer, la firma del servizio, definisce i nostri connazionali passa all'attacco del popolo tedesco.
''Che i tedeschi siano una razza superiore – si legge – lo abbiamo gia' letto nei discorsi di Hitler. Ricordarlo proprio oggi, nel giorno della memoria dell'Olocausto, quantomeno e' di cattivo gusto'' e continua ''E' vero noi italiani siamo fatti un po' cosi', propensi a non rispettare le leggi, sia quelle della navigazione, sia quelle razziali. I tedeschi invece sono piu' bravi. Li abbiamo visti all'opera nelle nostre citta', obbedire agli ordini di sparare a donne e bambini, spesso alla schiena''.
''Che i tedeschi siano una razza superiore – si legge – lo abbiamo gia' letto nei discorsi di Hitler. Ricordarlo proprio oggi, nel giorno della memoria dell'Olocausto, quantomeno e' di cattivo gusto'' e continua ''E' vero noi italiani siamo fatti un po' cosi', propensi a non rispettare le leggi, sia quelle della navigazione, sia quelle razziali. I tedeschi invece sono piu' bravi. Li abbiamo visti all'opera nelle nostre citta', obbedire agli ordini di sparare a donne e bambini, spesso alla schiena''.
E poi un riferimento attuale ''Questi tedeschi sono ancora arroganti e pericolosi per l'Europa. Se Dio vuole non tuonano piu' i cannoni, ma l'arma della moneta non e' meno pericolosa. Per questo non dobbiamo vergognarci. Noi avremmo pure uno Schettino, ma a loro Auschwitz non gliela togliera' nessuno''.
L'editoriale ha riscosso dalla rete numerose critiche, ''Se questo e' giornalismo'' ha scritto qualcuno su Facebook parafrasando il titolo del libro di Primo Levi. ''Rivoltante e vergognoso'' si legge su Twitter anche se sul social network c'e' chi invita alla lettura dell'articolo e non a soffermarsi su un titolo d'effetto, ma forse un po' azzardato.















