La terza sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito che per i reati di violenza sessuale di gruppo il giudice non è più obbligato a disporre il carcere per l’imputato ma può procedere a misure cautelari alternative.
Questa decisione ulteriore riguardante i processi agli stupri di gruppo viene da un’interpretazione estensiva di una sentenza della Corte Costituzionale del 2010 che stabiliva che i principi interpretativi fissati dalla Corte per i reati di violenza sessuale generica e atti sessuali sui minori possono essere applicati anche alla violenza di gruppo, perché “presenta caratteristiche essenziali non difformi”.















