Non è stato ancora recuperato il bambino gettato nel Tevere sabato mattina all’alba dal padre. L’uomo, che è stato posto in stato di fermo, era uscito dalla sua casa romana intorno alle 6.15 del mattino, sbattendo la porta dopo l’ennesima lite con la ex moglie, proprio per l’affidamento del piccolo. Poi, in preda a un raptus, il giovane 25enne, ha buttato il bambino nell’acqua gelata, sporgendosi dal parapetto di ponte Mazzini.

L’IDENTIKIT – I carabinieri lo hanno fermato all’altezza di ponte Testaccio, grazie alla segnalazione di una guardia carceraria, testimone del folle gesto. L’agente ha avvertito subito i militari che hanno condotto il 25enne in caserma. L’uomo, F. P. le sue iniziali, ha confessato ed è stato arrestato, poiché sospettato di omicidio. Secondo quanto si apprende si tratta di un italiano pregiudicato, con precedenti per spaccio di droga. Il 25enne non lavorava e sembra anche che fosse solo convivente e non sposato con la madre del piccolo. Delle frequenti liti in famiglia era al corrente anche la zia della donna, che ha lanciato l’allarme appena l’uomo è uscito di casa, strappando il figlio dalle braccia della mamma. Ma esiste anche una seconda versione del fatto: l’uomo avrebbe sottratto il figlio alla zia e alla nonna alle quali era stato affidato, mentre la mamma era ricoverata in ospedale. Il vicesindaco di Roma, Sveva Belviso, ha bollato il gesto come “terrificante”. 

RICERCHE SOSPESE – A causa delle condizioni meteo proibitive e delle forti correnti del Tevere, nella serata di sabato sono state sospese le ricerche del bimbo. I carabinieri nucleo subacquei hanno ispezionato un’area scogliosa, nei pressi di ponte Mazzini, in cui il piccolo avrebbe potuto incagliarsi. Le ricerche hanno però dato esito negativo. Non è escluso che il corpicino possa essere stato trascinato dalle correnti verso la foce del fiume. Le agenzie di stampa hanno riportato la reazione di qualche testimone: “Il bimbo era spaventato, piangeva disperato”.