E’ finita, quello che è stato un “processo storico” si è concluso con una “sentenza storica”. Stephan Schmidheiny, e il barone Louis De Cartier, ex manager della Eternit sono stati condannati a 16 anni, l’accusa ne aveva chiesti 20, per disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche. Alla lettura della sentenza ci sono stati applausi, urla e lacrime da parte delle persone accorse da tutta Italia per assistere alla fine del processo. Di “sentenza storica” ha parlato il ministro della Salute Renato Balduzzi che ha anche chiarito che “la battaglia contro l’amianto non si chiude con una sentenza, sia pure una esemplare”.

I giudici hanno fatto un distinguo tra gli stabilimenti di Casale Monferrato e Cavagnolo (Torino) e di Rubiera, in Emilia Romagna, e Bagnoli, in Campania per i quali il reato sarebbe andato in prescrizione. Oltre alla condanna dei due imputati il giudice ha stabilito una serie di indennizzi e risarcimenti: le sigle sindacali parti civili hanno ricevuto 100mila euro, mentre 30mila euro spetta ad ogni familiare delle vittime e 35mila euro ad ogni ammalato. Al comune di Casale Monferrato sono andati 25 milioni, 4 a quello di Cavagnolo e 15 milioni all’Inail.