Il Wall Street Journal ha denunciato Google di spiare gli utenti Apple attraverso il browser Safari. Manuele Malenotti, nel suo blog, ci spiega come il colosso informatico ha applicato un vero e proprio spionaggio. “Mentre l’azienda di Cupertino aveva progettato il browser in modo tale da proteggere la privacy attraverso impostazioni che impedivano ai siti internet di avere accesso alla cronologia e ai vari movimenti online degli utenti – ha spiegato malenotti sulla sua pagina web -, Google è riuscito ad aggirare questi codici e a carpire informazioni private di coloro i quali utilizzavano Safari“.

Malenotti ci fa capire anche la portata enorme dei dati di cui Google si è impossessato attraverso questa iniziativa. “Safari è uno dei browser più usati soprattutto dagli utenti mobile – ha sottolineato – e in questo modo Google si è informata sulle abitudini e sugli interessi di centinaia di migliaia di persone”.

Inoltre Malenotti evidenzia anche le giustificazioni che Big G cerca di dare per l’accaduto. “I codici in questione non servivano per rubare le informazioni private – spiega Malenotti – ma per motivi tecnici, però subito dopo la denuncia del quotidiano questi codici sono scomparsi”.