E’ stata definita “clausola maternità”; è la piccola postilla che si può leggere nel contratto di consulenti e collaboratrici Rai e che prevede tra le cause di possibile licenziamento anche la gravidanza. La denuncia è arrivata dal coordinamento di giornalisti precari, Errori si Stampa, che ha pubblicato il testo per intero: “Nel caso di sua malattia, infortunio, gravidanza, causa di forza maggiore o altre cause di impedimento insorte durante l’esecuzione del contratto, Ella dovrà darcene tempestiva comunicazione. Resta inteso che, qualora per tali fatti Ella non adempia alle prestazioni convenute, fermo restando il diritto della Rai di utilizzare le prestazioni già acquisite, le saranno dedotti i compensi relativi alle prestazioni non effettuate. Comunque, ove i fatti richiamati impedissero a nostro parere, il regolare e continuativo adempimento delle obbligazioni convenute nella presente, quest’ultima potrà essere da noi risoluta di diritto, senza alcun compenso o indennizzo a suo favore”.

La clausola maternità, o gravidanza che dir si voglia, è contenuta al punto 10 del contratto di consulenza offerto dal servizio pubblico e che si rivolge a collaboratori esterni a partita Iva. Ora al direttore della Rai Lorenza Lei si chiede che tale clausola venga immediatamente cancellata.

Non sono mancate ovviamente, sin da subito proteste e prese di posizione contro il fatto ritenuto dai più gravissimo. Molte, e durissime, le prese di posizione da parte di diversi esponenti anche del mondo della politica tra cui anche Vincenzo Vita, senatore del Pd e componente della commissione Vigilanza della Rai: “Nell’anno di grazia 2012 non possiamo neppure immaginare che la denuncia fatta da Errori di stampa non trovi immediata replica da parte del vertice del servizio pubblico. Ne chiederemo conto anche negli organi di vigilanza competenti, ma vogliamo augurarci che qualche parola di rassicurazione venga detta anche nelle prossime ore”.