Sono in tutto otto i cadaveri ritrovati nel relitto della Concordia; la scoperta dei primi quattro era arrivata in mattinata, quando nella parte sommersa della nave, sul ponte 4 dell’imbarcazione, erano stati trovati  primi corpi, tra cui quello della piccola Dayana, la bimba di 5 anni che si trovava sulla Costa in vacanza con il padre. La scoperta è stata fatta dai Vigili del fuoco secondo quanto si apprende da fonti dei soccorritori; dal 13 gennaio, data del naufragio, all’appello mancavano ancora tredici persone. Le ricerche erano riprese dopo che, attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, si era individuato il punto dove probabilmente si sarebbero potuti trovare gli ultimi dispersi.

Soltanto ieri sono state sospese a causa del maltempo le attività di pompaggio del carburante dai serbatoi della nave Costa: le operazioni sono state rese ancora più difficoltose a causa dei forti venti forti e del mare mosso.  I tecnici della Smit, azienda olandese impegnata nelle operazioni non hanno dunque potuto avviare la seconda fase dell’attività che consiste nello svuotamento dei serbatoi a poppa della nave naufragata davanti al Giglio. Nonostante le condizioni meteo sono invece andati avanti i lavori per l’allestimento del cantiere necessario ai palombari per proseguire nelle ricerche dei dispersi che ancora mancano all’appello.

Intanto, la procura di Grosseto ha aggiunto nuovi dettagli al quadro investigativo, dettagli e chiarimenti che potrebbero portare a breve nuove persone nel registro degli indagati; al momento figurano i nomi del comandante Francesco Schettino e del vice Ciro Ambrosio. Ora potrebbero essere coinvolti anche alcuni esponenti del personale di terra della Costa spa, ed ulteriori figure attualemnte non presenti nell’inchiesta, a cui potrebbero essere contestati reati diversi da quelli comparsi finora.