La quinta sezione penale della Cassazione ha reso note le motivazioni della sentenza con le quali il 9 marzo scorso ha annullato con rinvio la condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa pronunciata dalla Corte d’appello di Palermo il 29 giugno del 2010.

Secondo la Cassazione la Corte d’appello di Palermo “valorizza e impernia la propria decisione sul rilievo della attività di ‘mediazione’ che Dell’Utri risulta avere svolto nel creare il canale di collegamento o, se si vuole, di comunicazione e di transazione che doveva essere parso, a tutti gli interessati e ai protagonisti della vicenda, fonte di reciproci vantaggi per i due poli”.

Secondo la Cassazione quindi Berlusconi è in una situazione di vittima peché da questo accordo riceveva “una schermatura rispetto a iniziative criminali (essenzialmente sequestri di persona) che si paventavano a opera di entità delinquenziali non necessariamente e immediatamente rapportabili a cosa nostra o quanto meno all’articolazione palermitana di cosa nostra di cui veniva, in quel frangente, sollecitato l’intervento”.