Natale è da sempre sinonimo di tradizione e di
famiglia. Se è vero che i costumi sono uno specchio dei tempi, anche
le “abitudini†che cambiano testimoniano l’evoluzione sociale in
corso. Sono alcuni dei risultati emersi dalla ricerca effettuata da
Ispo, e commissionata da Nespresso, sulle percezioni degli Italiani
verso le nuove tendenze del Natale 2010, in particolare in relazione
alle abitudini e alla distribuzione dei compiti in famiglia durante
il periodo natalizio.
famiglia. Se è vero che i costumi sono uno specchio dei tempi, anche
le “abitudini†che cambiano testimoniano l’evoluzione sociale in
corso. Sono alcuni dei risultati emersi dalla ricerca effettuata da
Ispo, e commissionata da Nespresso, sulle percezioni degli Italiani
verso le nuove tendenze del Natale 2010, in particolare in relazione
alle abitudini e alla distribuzione dei compiti in famiglia durante
il periodo natalizio.
La ricerca svela che quasi metà degli italiani, il 46 per cento,
dichiara un vero e proprio “ribaltamento†dei ruoli in famiglia, e
di trovarsi a sbrigare, nel periodo natalizio, attività domestiche
diverse dal resto dell’anno.
dichiara un vero e proprio “ribaltamento†dei ruoli in famiglia, e
di trovarsi a sbrigare, nel periodo natalizio, attività domestiche
diverse dal resto dell’anno.
Quasi uno scambio di identità fra
uomini e le donne, che ottimizzano in questo modo le risorse della
famiglia. Solo un Italiano su dieci (11 per cento) dichiara che a
Natale non fa nulla che non faccia già nel resto dell’anno.
uomini e le donne, che ottimizzano in questo modo le risorse della
famiglia. Solo un Italiano su dieci (11 per cento) dichiara che a
Natale non fa nulla che non faccia già nel resto dell’anno.
Il
ribaltamento dei ruoli è la principale causa di stress di questo
periodo, che vede in cima alla classifica cinque attivitÃ
“irrinunciabiliâ€, tipicamente natalizie.
ribaltamento dei ruoli è la principale causa di stress di questo
periodo, che vede in cima alla classifica cinque attivitÃ
“irrinunciabiliâ€, tipicamente natalizie.
Se il fare acquisti rimane
la più diffusa tra le incombenze peculiari del periodo, sia dagli
uomini (37 per cento), che dalle donne (40 per cento), dalla ricerca
emerge che sono gli uomini a dedicare più tempo alle relazioni con i
parenti (33 per cento), rispetto alle donne (31 per cento), e che
badano ai bambini più delle mogli/compagne (13 per cento degli
uomini contro il 10 per cento delle donne).
la più diffusa tra le incombenze peculiari del periodo, sia dagli
uomini (37 per cento), che dalle donne (40 per cento), dalla ricerca
emerge che sono gli uomini a dedicare più tempo alle relazioni con i
parenti (33 per cento), rispetto alle donne (31 per cento), e che
badano ai bambini più delle mogli/compagne (13 per cento degli
uomini contro il 10 per cento delle donne).
Nemmeno cucinare rimane
più appannaggio del sesso femminile: ben un quarto delle
intervistate dichiara di farlo solo nel periodo natalizio, mentre, a
sorpresa, sono più le donne degli uomini a occuparsi degli addobbi e
delle cose elettriche (il 15 per cento delle donne contro il 12 per
cento degli uomini). Esaminando le differenze per zone geografiche
emerge come la propensione agli acquisti sia simile in tutta la
penisola, mentre si rileva che curare le relazioni con i parenti e
cucinare esclusivamente per Natale siano attività meno diffuse nel
Nord Est.
La ricerca conferma come il Natale rimanga per definizione la festa
dei bambini.
più appannaggio del sesso femminile: ben un quarto delle
intervistate dichiara di farlo solo nel periodo natalizio, mentre, a
sorpresa, sono più le donne degli uomini a occuparsi degli addobbi e
delle cose elettriche (il 15 per cento delle donne contro il 12 per
cento degli uomini). Esaminando le differenze per zone geografiche
emerge come la propensione agli acquisti sia simile in tutta la
penisola, mentre si rileva che curare le relazioni con i parenti e
cucinare esclusivamente per Natale siano attività meno diffuse nel
Nord Est.
La ricerca conferma come il Natale rimanga per definizione la festa
dei bambini.
In questo periodo gli adulti trascorrono molto tempo
con i più piccoli e vengono più spesso coinvolti in giochi e
occupazioni “da bambiniâ€. Gli Italiani non smentiscono dunque la
loro fama di “tradizionalistiâ€, sia che la loro sia una famiglia
“classicaâ€, piuttosto che “allargataâ€: l’85 per cento del campione
intervistato dichiara di passare molto più tempo, nel periodo
natalizio, con bambini al di sotto dei 14 anni.
con i più piccoli e vengono più spesso coinvolti in giochi e
occupazioni “da bambiniâ€. Gli Italiani non smentiscono dunque la
loro fama di “tradizionalistiâ€, sia che la loro sia una famiglia
“classicaâ€, piuttosto che “allargataâ€: l’85 per cento del campione
intervistato dichiara di passare molto più tempo, nel periodo
natalizio, con bambini al di sotto dei 14 anni.
In particolare, il
20 per cento lo trascorre soprattutto con i propri figli, il 57 per
cento con i figli di parenti, il 7 per cento con i figli di amici e
vicini e l’1 per cento con altri bambini. In questo senso si assiste
ad un ribaltamento dei ruoli anche generazionale e i risultati della
ricerca lo confermano: il 74 per cento degli intervistati dichiara
che, nel periodo natalizio, i figli dedicano molto più tempo ai
genitori, aiutandoli e coccolandoli, il 71 per cento degli Italiani,
inoltre, ha la sensazione di tornare bambino nel periodo natalizio.
20 per cento lo trascorre soprattutto con i propri figli, il 57 per
cento con i figli di parenti, il 7 per cento con i figli di amici e
vicini e l’1 per cento con altri bambini. In questo senso si assiste
ad un ribaltamento dei ruoli anche generazionale e i risultati della
ricerca lo confermano: il 74 per cento degli intervistati dichiara
che, nel periodo natalizio, i figli dedicano molto più tempo ai
genitori, aiutandoli e coccolandoli, il 71 per cento degli Italiani,
inoltre, ha la sensazione di tornare bambino nel periodo natalizio.
Questo “tornare bambini†è evidente nelle attività che gli Italiani
svolgono a Natale in compagnia dei più piccoli: in particolare quasi
la metà (il 46 per cento) gioca a tombola (soprattutto al Sud), il
35 per cento scarta i regali (in particolare tra i 25 e i 44 anni e
nel Nord Est) e il 20 per cento gioca con i doni appena ricevuti
(soprattutto le donne e chi ha tra i 45 e i 54 anni); Il 18 per
cento, infine, guarda film di animazione.
Come i grandi sono
coinvolti in attività da bambini anche i bambini, a Natale, vengono
coinvolti dagli adulti in attività “da grandiâ€: il 70 per cento di
chi trascorre il periodo natalizio con bambini al di sotto dei 14
anni fa addobbare l’albero e/o preparare il presepe ai più piccoli;
quasi 1 su 3 (il 28 per cento) si fa aiutare ad apparecchiare la
tavola, mentre poco meno di un quarto (21 per cento) fa preparare i
dolci ai bambini.
In periodi frenetici come questi cambia inoltre il modo di
trascorrere il tempo con le persone care: ci si incontra più spesso
e in occasioni diverse, ma per un periodo di tempo limitato, poiché
la lista delle cose da fare si allunga e le giornate sono più dense
di impegni extra-lavorativi.
coinvolti in attività da bambini anche i bambini, a Natale, vengono
coinvolti dagli adulti in attività “da grandiâ€: il 70 per cento di
chi trascorre il periodo natalizio con bambini al di sotto dei 14
anni fa addobbare l’albero e/o preparare il presepe ai più piccoli;
quasi 1 su 3 (il 28 per cento) si fa aiutare ad apparecchiare la
tavola, mentre poco meno di un quarto (21 per cento) fa preparare i
dolci ai bambini.
In periodi frenetici come questi cambia inoltre il modo di
trascorrere il tempo con le persone care: ci si incontra più spesso
e in occasioni diverse, ma per un periodo di tempo limitato, poiché
la lista delle cose da fare si allunga e le giornate sono più dense
di impegni extra-lavorativi.
Si scopre quindi che il caffè
costituisce l’elemento aggregante per eccellenza: ci si trova più
volentieri, per sorseggiare un caffè piuttosto che per una fetta di
panettone. Italiani sempre più di corsa e forse anche più attenti
alla linea rispetto al passato.
costituisce l’elemento aggregante per eccellenza: ci si trova più
volentieri, per sorseggiare un caffè piuttosto che per una fetta di
panettone. Italiani sempre più di corsa e forse anche più attenti
alla linea rispetto al passato.
Questo dato non fa che confermare la
tendenza, emersa qualche giorno fa dal rapporto ‘Health at a Glance
Europe 2010', elaborato dalla Commissione europea e
dall’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo
(OCSE), dal quale emerge che l’Italia è terzultima a livello
europeo, con una percentuale di obesi pari al 9,9 per cento,
rispetto al Regno Unito, per esempio, dove si registra un tasso di
obesità addirittura del 24,5 per cento.
tendenza, emersa qualche giorno fa dal rapporto ‘Health at a Glance
Europe 2010', elaborato dalla Commissione europea e
dall’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo
(OCSE), dal quale emerge che l’Italia è terzultima a livello
europeo, con una percentuale di obesi pari al 9,9 per cento,
rispetto al Regno Unito, per esempio, dove si registra un tasso di
obesità addirittura del 24,5 per cento.
Il caffè si conferma a tutti
gli effetti un rito irrinunciabile: dal sondaggio emerge che la
maggioranza assoluta degli Italiani lo considera un ingrediente
indispensabile per riuscire ad affrontare una giornata di lavoro
(secondo l’82 per cento del campione) e quando bisogna guidare dopo
una serata tra amici (lo pensa il 57 per cento degli intervistati).
gli effetti un rito irrinunciabile: dal sondaggio emerge che la
maggioranza assoluta degli Italiani lo considera un ingrediente
indispensabile per riuscire ad affrontare una giornata di lavoro
(secondo l’82 per cento del campione) e quando bisogna guidare dopo
una serata tra amici (lo pensa il 57 per cento degli intervistati).















