Le ultime rilevazioni sulle intenzioni di voto realizzate dagli istituti Swg, Ispo e Euromedia Research messi a confronto in occasione della trasmissione Porta a Porta, mettono in risalto l’alta percentuale di indecisi: la maggioranza dell’elettorato è in crisi di fronte all’offerta politica e i tre istituti di ricerca sono concordi nell’affermare che i dati sulle intenzioni di voto raccolti sono assolutamente aleatori e fortemente oscillanti.

I dati sono superiori al 40% in tutti e tre i casi: la percentuale è pari al 46% per Swg ed Euromedia Research, mentre per Ispo è pari persino al 51,8%.

Passando dunque ad analizzare il valore dei singoli partiti, i tre istituti sono concordi nel reputare il Pd come primo partito italiano; divergenze però riguardano la percentuale da attribuire al partito di Bersani. Weber gli attribuisce un 24% che esprime un dato di stabilità rispetto alla percentuale rilevata all’inizio dell’estate. L’istituto Ispo del professor Renato Mannheimer gli attribuisce invece un 28% avendo registrato una forte ascesa propria negli ultimi giorni; infine Euromedia Research attribuisce al Pd una fascia di voto che varia tra il 25 e il 27%.

 

Più concordi i tre istituti per quel che riguarda le preferenze nei confronti del Pdl, che si attesta al 19% per Swg, al 19,9% per Ispo e che oscilla tra il 19 e il 21% per Euromedia. Sul Movimento 5 stelle, invece le tre opinioni si distaccano: se Swg lo segnala come terzo partito italiano al 19%, Ispo gli attribuisce un 14,9%, mentre Euromedia lo piazza addirittura in una fascia che va dal 10 al 12%.

C’è invece sostanziale concordanza di intenzioni di voto per quel che riguarda gli altri partiti: l’Udc che oscilla tra il 6 e l’8% per Euromedia, percentuale rispettata anche da Swg (6%) e da Ispo (6,7%); Sel varia dal 6% di Swg al 5,3% di Ispo, con Euromedia che lo dà tra il 5 e il 7%; l’Italia dei Valori è data al 5,5% dall’istituto di Roberto Weber e al 6,2% da Renato Mannheimer, mentre l’istituto di Alessandra Ghisleri lo situa in una fascia di consenso che va dal 6 all’8%.

C’è accordo (con una differenza solo di qualche decimale) per quel che riguarda la Lega Nord (Swg al 5,5%, Euromedia 5-7% e Ispo al 5,2%).