Nessuno si salva: le istituzioni italiane non convincono più; neanche il Quirinale che da sempre ha rappresentato assieme al suo esponente Giorgio Napolitano, un modello esemplare di costante garanzia per gli italiani. Nelle anticipazioni del “Rapporto Italia” che l’Eurispes presenterà il prossimo 31 di gennaio, il dato che emerge è chiaro: rispetto alle percentuali registrate lo scorso anno, il calo è brusco sia per il Capo dello stato che per il Vaticano.
Il Presidente della Repubblica crolla al di sotto del 50% (dal 62,1% al 44,7%), mentre rimane ancora all’ultimo posto agli occhi degli italiani il sistema dei partiti. In forte calo anche il sistema “Governo” che passa dal 21,5% al 15,9%. Il Parlamento contiene i danni e passa da un già basso 9,5%, al 9%.
Gli unici dati in controtendenza sono quelli della Magistratura e delle forza armate: se nel primo caso si passa dal 36,8% al 42%, nel secondo da 67,8% al 71,3%.
La frenata è drastica anche per la Chiesa, che pure da sempre ha rappresentato un importante punto di riferimento in Italia: dal 47,3% registrato lo scorso anno, il Vaticano è sceso al 36,6% attuale.
“Ancora non e’ chiaro se il Capo dello Stato sia entrato nella spirale della sfiducia, ormai strutturale, che gli italiani nutrono nei confronti dell’intero sistema politico – spiega Eurispes – ma la sensazione e’ che tale risultato possa essere in buona parte attribuito al sostegno dato al governo Monti”.














