di Roberta Mazzacane – Fra polemiche, assemblee, e scioperi della fame dei precari si avvia a iniziare l'anno scolastico per circa otto milioni di studenti italiani. A sedere sui banchi di scuola per primi, il 9 settembre 2010, saranno gli alunni di Trento. Seguiranno, il 13 settembre, quelli delle regioni Alto Adige (Bolzano), Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Umbria, Lazio, Molise e Calabria. Quindi, il 14 settembre, sarà la volta degli scolari dell'Emilia-Romagna, mentre in Campania, Sardegna e Toscana, si inizia il 15; nelle Marche, nella Basilicata e in Sicilia il 16, in Liguria, Puglia e Abruzzo il 20 settembre.
I cancelli delle scuole richiuderanno, invece, l'8 giugno nelle Marche e in Puglia, il 9 giugno in Veneto seguito dalla Sardegna il 10 giugno. Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Toscana, Trentino, Emilia-Romagna, Abruzzo, Basilicata, Umbria, Lazio, Molise, Calabria, Sicilia chiuderanno l'11 giugno. La Liguria il 15 e l'Alto Adige il 16.
Per quasi tutti festività natalizie fra il 23 dicembre 2010 e l'8 gennaio 2011, tranne qualche piccola variazione. L'arco di tempo interessato, invece, per le vacanze pasquali oscilla tra il 20 o 21 al 26 aprile 2011. Per le regioni dell'estremo Nord della nostra penisola sono previste anche vacanze invernali: le scuole di Bolzano e della Valle d'Aosta chiudono dal 7 al 12 marzo 2011 e quelle del Friuli-Venezia Giulia dal 7 al 9 marzo. Alcune regioni hanno predisposto anche giorni di vacanza da dedicare al Carnevale: la provincia autonoma di Trento e la regione Veneto dal 7 al 9 marzo 2011 lasceranno a casa i ragazzi per le festività carnascialesche.
Intanto l'agitazione dei docenti precari è totale: da nord a sud si susseguono proteste e digiuni. In Friuli un'insegnante di scuola elementare dormirà in macchina e farà lo sciopero della fame fino a quando non otterrà un incarico. questa è la protesta di Maria Carmela Salvo, di 55 anni, originaria di Palermo, da cinque anni docente precaria in provincia di Pordenone.
Stamani la donna ha parcheggiato la sua utilitaria nella piazza di Maniago (Pordenone), cittadina nella quale ha insegnato negli ultimi anni, e ha assicurato che non si muoverà fino a quando non avrà una cattedra. ''La scuola è diventata una macelleria di precari – ha detto – e la riforma Gelmini la sta distruggendo. A 55 anni non sono ancora riuscita a diventare di ruolo e la contrazione delle cattedre ha impedito che ottenessi un incarico annuale. Non mi resta che lo sciopero della fame e dormire in auto. Starò qui almeno fino al 13 settembre, giorno di inizio delle lezioni, quando spero che qualche scuola mi chiami per supplenze brevi''.
Insieme alla donna, oltre a un gruppo di colleghi precari e rappresentanti sindacali, c'è il marito, anch'egli disoccupato. ''La mia piu' grande vergogna – ha spiegato la maestra – è stata quando, due anni fa, mia figlia, anche lei precaria in call center, mi ha pagato il biglietto dell'aereo per tornare in Friuli a insegnare''.
''Si va verso una mobilitazione nazionale dei precari della scuola davanti al Ministero dell'istruzione''. Lo dice Salvo Altadonna, insegnante di sostegno in sciopero della fame da 15 giorni, partito per Roma insieme a una delegazione di precari siciliani, per partecipare in piazza Montecitorio a due assemblee indette dal coordinamento nazionale precari.
Salgano a cinque in tutto i precari della scuola palermitani in sciopero della fame. Insieme a Giacomo Russo, Salvo Altadonna, Pietro Di Grusa e Caterina Altamora, anche Paolo Di Maggio, ha iniziato da due giorni il digiuno forzato contro i tagli della legge 133 e la riforma della scuola. Intanto a Palermo un centinaio di persone presidiando gli uffici del provveditorato agli studi in via Praga, dove e' in programma per le 16 un'assemblea organizzata dai Cobas.Â















